Carnevale 2026 in Italia: date, eventi e i festeggiamenti più celebri
Quando cade il Carnevale 2026 e dove viverlo: dalle grandi città ai riti popolari che raccontano l’identità dei territori
Il Carnevale 2026 torna a scandire l’inverno italiano con un calendario fitto di appuntamenti, tradizioni e celebrazioni che cambiano volto da regione a regione. Non è solo una festa in maschera, ma un momento collettivo che affonda le radici nella storia, nella satira e nei rituali popolari, capace ancora oggi di trasformare città e borghi in grandi palcoscenici a cielo aperto.
Oggi scopriremo insieme le date chiave del Carnevale 2026, i Carnevali più noti del Paese e uno sguardo alle tradizioni che rendono ogni celebrazione unica, tra carri allegorici, rievocazioni storiche e rituali che si ripetono da secoli.
Carnevale 2026: quando inizia e quando finisce
Il Carnevale 2026 segue, come di consueto, il calendario liturgico e si sviluppa nelle settimane che precedono la Quaresima. Le date variano a seconda del rito di riferimento, ma alcuni appuntamenti scandiscono in modo chiaro il cuore delle celebrazioni in tutta Italia.
Le date del Carnevale secondo il rito romano
Nel rito romano, adottato nella maggior parte delle regioni italiane, il Carnevale entra nel vivo a febbraio e culmina nei giorni immediatamente precedenti al Mercoledì delle Ceneri.
In particolare, le date da segnare in agenda sono queste:
- Giovedì Grasso: 12 febbraio 2026, tradizionalmente dedicato ai primi grandi eventi pubblici, tra sfilate, feste in maschera e appuntamenti gastronomici.
- Domenica di Carnevale: 15 febbraio 2026, il momento centrale delle celebrazioni, quando le città e i borghi raggiungono il massimo coinvolgimento.
- Martedì Grasso: 17 febbraio 2026, ultimo giorno di Carnevale e chiusura ufficiale dei festeggiamenti.
- Mercoledì delle Ceneri: 18 febbraio 2026, data che segna l’inizio della Quaresima e la fine
del periodo carnevalesco.
Le date del Carnevale secondo il rito ambrosiano
In alcune aree della Lombardia, in particolare a Milano e nei territori che seguono il rito ambrosiano, il Carnevale dura qualche giorno in più rispetto al calendario romano.
Nel Carnevale 2026 ambrosiano, le date principali sono:
- Giovedì Grasso: 19 febbraio 2026
- Sabato Grasso: 21 febbraio 2026, che rappresenta il culmine delle celebrazioni e
l’ultimo giorno di festa prima dell’inizio della Quaresima ambrosiana.
Questa differenza rende il Carnevale ambrosiano un’interessante “appendice” delle feste, ideale anche per chi vuole prolungare l’esperienza carnevalesca dopo l’inizio della Quaresima nel resto d’Italia.
Quando iniziano i festeggiamenti
In molte regioni italiane il clima di Carnevale si respira già molto prima della “settimana grassa”. In tanti comuni, infatti, soprattutto nei piccoli centri, eventi, falò rituali e prime iniziative prendono il via già dal 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate.
Da quel momento, tra tradizioni popolari, riti antichi e appuntamenti locali, il Carnevale inizia lentamente a entrare nella vita quotidiana delle comunità, accompagnando residenti e visitatori fino ai giorni clou di febbraio.

Le tappe più note del Carnevale italiano
Alcuni Carnevali italiani sono diventati veri e propri simboli, capaci di raccontare l’identità di un territorio molto oltre la dimensione della festa. Venezia, Viareggio, Ivrea, Fano e Putignano rappresentano cinque modi diversi di vivere il Carnevale: dall’eleganza delle maschere storiche alla satira sociale dei carri allegorici, dalle rievocazioni medievali ai riti popolari più irriverenti.
Sono appuntamenti che ogni anno attirano migliaia di visitatori e che, pur molto diversi tra loro, condividono la capacità di trasformare lo spazio urbano in un luogo di racconto, partecipazione e memoria collettiva. Ecco perché queste tappe restano, ancora oggi, tra le più rappresentative del Carnevale in Italia.
Carnevale a Venezia
Tra i Carnevali più conosciuti al mondo, quello di Venezia affonda le proprie origini in tempi antichissime: le celebrazioni risalgono infatti a oltre nove secoli fa e, ancora oggi, continua ad attrarre visitatori da ogni parte del mondo, affascinati da un rituale che mescola storia, spettacolo e identità. Durante il Carnevale, la città si trasforma in un grande teatro a cielo aperto: calli, campielli e canali diventano lo sfondo naturale di maschere eleganti, costumi ispirati al Settecento e rievocazioni che richiamano il passato della Serenissima.
Il cuore simbolico delle celebrazioni resta Piazza San Marco, dove si concentrano gli eventi più iconici. Tra questi spiccano il Volo dell’Angelo dal Campanile di San Marco, la Festa delle Marie, che rievoca una tradizione medievale legata alla città, e gli spettacoli sull’acqua che valorizzano il legame profondo tra Venezia e la sua laguna.
Nel 2026, il Carnevale di Venezia si svolge dal 31 gennaio al 17 febbraio, accompagnando la città fino al Martedì Grasso. Il tema scelto, “Olympus – Alle origini del gioco / The origins of the game”, celebra l’anno olimpico attraverso un dialogo tra mito, corpo e competizione. Un filo conduttore che richiama tanto l’immaginario dell’antichità quanto la Venezia storica, dove il Carnevale era anche occasione di prove di abilità, spettacoli acrobatici e sfide collettive.
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Carnevale a Viareggio
Con i suoi monumentali carri allegorici e una satira che sa guardare in faccia l’attualità senza filtri, il Carnevale di Viareggio è uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama italiano. Nato nel 1873 come forma di protesta ironica contro le tasse, si è trasformato nel tempo in un grande evento popolare capace di unire spettacolo, artigianato e critica sociale. I veri protagonisti sono i maestri cartapestai, artisti specializzati che lavorano per mesi alla costruzione di gigantesche figure mobili, spesso dedicate a politici, personaggi pubblici o temi dal forte impatto mediatico.
Le sfilate si svolgono lungo il celebre lungomare e alternano corsi diurni e notturni, creando atmosfere molto diverse tra luce, musica e giochi pirotecnici. Accanto alle parate, il Carnevale vive anche fuori dai carri: tra feste rionali, laboratori aperti al pubblico e spazi come il Museo del Carnevale e la Cittadella, dove è possibile osservare da vicino le fasi di costruzione.
Per il Carnevale di Viareggio 2026 le date vanno dal 1° febbraio al 21 febbraio, con corsi mascherati la domenica pomeriggio e le suggestive sfilate serali il 7 febbraio, il 12 febbraio (Giovedì Grasso) e il 21 febbraio, giornata conclusiva con proclamazione dei vincitori e spettacolo finale.
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Carnevale a Ivrea
Tra i Carnevali più originali d’Italia, quello di Ivrea è un evento che non assomiglia a nessun altro. Qui la festa prende la forma di una rievocazione storica intensa e partecipata, il cui momento più noto è la Battaglia delle Arance, che si svolge nei tre giorni centrali del Carnevale, da domenica 15 a martedì 17 febbraio 2026. In queste giornate, le piazze del centro diventano il teatro di uno scontro simbolico: gli aranceri a piedi, che rappresentano il popolo, affrontano i tiratori sui carri, incarnazione del potere tirannico. Ogni anno vengono lanciate oltre 600 tonnellate di arance, trasformando Ivrea in un’arena a cielo aperto.
Il significato della battaglia affonda nel Medioevo e nella leggenda della Mugnaia, figura femminile che avrebbe dato origine alla rivolta contro lo ius primae noctis. La sua presentazione ufficiale, in programma la sera di sabato 14 febbraio 2026, è uno dei momenti più attesi dell’intero Carnevale. Accanto alla battaglia, il calendario è scandito da riti collettivi come le fagiolate popolari, i falò rituali degli Scarli e le parate storiche. Un dettaglio fondamentale per chi assiste: indossare il berretto rosso, segno di neutralità che permette di muoversi tra le piazze senza essere coinvolti nello scontro.
Carnevale a Fano
Considerato uno dei Carnevali più antichi d’Italia, documentato già nel 1347, il Carnevale di Fano ha costruito nel tempo un’identità immediatamente riconoscibile, tanto da essere spesso definito il Carnevale più zuccherato del Paese. Qui, infatti, non sono i coriandoli a dominare la scena, ma il celebre Getto: il momento in cui dai carri allegorici piovono letteralmente caramelle, cioccolatini e dolciumi, per la gioia di bambini e adulti. Durante ogni edizione vengono distribuiti quintali di dolci, trasformando la sfilata in una sorta di festa collettiva dove il pubblico diventa parte attiva dello spettacolo.
Accanto ai carri – che possono raggiungere dimensioni imponenti ed essere illuminati da centinaia di luci – uno degli elementi più caratteristici è la Musica Arabita, suonata con strumenti improvvisati come bidoni, bottiglie e oggetti di uso quotidiano, in un ritmo volutamente caotico e coinvolgente. A guidare simbolicamente il corteo c’è il Vulón, la maschera tradizionale fanese, ironica e irriverente, che incarna lo spirito più popolare del Carnevale.
Nel 2026, il Carnevale di Fano si svolge principalmemnte in quattro date principali: 25 gennaio, 1 febbraio, 8 febbraio e 15 febbraio.

Carnevale a Putignano
Tra i Carnevali più antichi e simbolici d’Europa, quello di Putignano affonda le sue radici nel 1394 e conserva ancora oggi un impianto rituale fortemente identitario. La manifestazione unisce elementi arcaici e linguaggi contemporanei, dando vita a un Carnevale dove la satira diventa strumento di racconto collettivo e di riflessione sociale. Al centro della festa restano i riti tradizionali, nati nei secoli come momenti di rovesciamento delle convenzioni e delle gerarchie, e ancora oggi riconoscibili nei celebri giovedì del Carnevale, ciascuno dedicato simbolicamente a una diversa categoria della comunità.
Il volto più spettacolare del Carnevale di Putignano è rappresentato dalle sfilate dei carri allegorici in cartapesta, vere opere monumentali costruite dai mastri cartapestai locali, riuniti nella celebre Fabbrica dei Giganti di Carta. I carri affrontano temi sociali e politici con un linguaggio dichiaratamente satirico, confermando la vocazione dissacrante della manifestazione. A incarnare lo spirito popolare della festa è Farinella, la maschera tradizionale del Carnevale, ispirata a un piatto tipico della cucina putignanese.
Tra i momenti più suggestivi spicca l’Estrema Unzione, corteo grottesco che accompagna simbolicamente il Carnevale verso la sua conclusione, segnata dai 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, rito che annuncia l’arrivo della Quaresima. Nel Carnevale di Putignano 2026, le principali sfilate sono in programma domenica 1 febbraio, sabato 7 febbraio, domenica 15 febbraio e martedì 17 febbraio, chiusura serale di una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima.
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Le perle nascoste
Al di là delle grandi manifestazioni nazionali, l'Italia custodisce decine di Carnevali minori (almeno sulla carta) che raccontano identità locali profonde e tradizioni radicate nei territori. Sono celebrazioni che uniscono rito, folklore e memoria collettiva, spesso sconosciute ai grandi circuiti turistici ma capaci di restituire un'autenticità difficile da trovare altrove.
Mamoiada (Nuoro) offre uno dei Carnevali più arcaici e misteriosi d'Europa: qui i Mamuthones e gli Issohadores, figure mascherate con pelli ovine e pesanti campanacci, inscenano un rito propiziatorio legato ai cicli della natura e della rinascita. A Ronciglione (Viterbo), la Cavalcata degli Ussari rievoca invece l'eleganza ottocentesca attraverso una spettacolare parata a cavallo che apre ufficialmente i festeggiamenti. A Oristano, poi, la Sartiglia trasforma il Carnevale in una giostra equestre medievale dove i cavalieri devono centrare con la propria lancia una stella sospesa, mentre galoppano a tutta velocità.
In Sicilia, il Carnevale di Acireale si distingue per i suoi monumentali carri infiorati, realizzati interamente con fiori freschi, che sfilano lungo le vie barocche della città in un'esplosione di profumi e colori. Quello di Sciacca, tra i più antichi dell'isola, culmina invece nel Rogo di Peppe Nappa, momento finale che chiude simbolicamente i festeggiamenti. Più a nord, Cento (Ferrara) – gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro – ha fatto del gettito la sua firma: dai carri allegorici piovono gadget, peluche e palloni gonfiabili in una festa che coinvolge attivamente il pubblico.
Nelle aree interne del Centro-Sud, il Carnevale assume spesso forme rituali legate al mondo contadino. A Castelnuovo al Volturno (Isernia) va in scena il Rito dell'Uomo Cervo, performance ancestrale in cui la figura del cervo, simbolo della natura selvaggia, è affrontata dal cacciatore in uno scontro carico di significati simbolici. A Tricarico (Basilicata) si celebra invece la Transumanza delle Maschere, corteo dove uomini travestiti da tori e giovenche attraversano il paese guidati dal Vaccaro, fino al rogo finale del fantoccio Carnevale. Ancora più suggestivo è il Carnevale di Satriano di Lucania, dove le maschere dei Rumita si coprono interamente di edera e rami, trasformandosi in alberi viventi che annunciano l'arrivo della primavera.
Nelle regioni alpine, il Carnevale si intreccia con tradizioni montane e culture locali. A Sauris (Udine), piccolo borgo della Carnia, protagonisti sono il Rölar – figura diabolica con campanacci – e il Kheirar, re delle maschere, che guida un corteo danzante notturno tra lanterne e falò. In Val di Fassa, a Canazei, si svolgono le mascherèdes ladine, sketch improvvisati dove i personaggi indossano le faceres, maschere lignee intagliate a mano dagli artigiani locali. A Madonna di Campiglio (Trento), il Carnevale Asburgico trasforma invece la località sciistica in un angolo di Mitteleuropa ottocentesca, con la ricostruzione della corte imperiale di Sissi e Francesco Giuseppe.
Non mancano celebrazioni legate a micro-identità regionali: a Bagolino (Brescia) sfilano i balarì, ballerini con cappelli rossi ricoperti da metri di nastri colorati, mentre a Montemarano (Avellino) il Carnevale si vive interamente a ritmo di tarantella, con il Caporabballo che guida le danze collettive. Ad Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), il Carnevale Storico Lu Zann ripropone un rito propiziatorio contadino, mentre a Castiglion Fibocchi (Arezzo) duecento figuranti in costume barocco rievocano le antiche feste di corte dei Pazzi di Firenze.
Tra i Carnevali più curiosi spicca quello di Borgosesia (Vercelli), che prolunga eccezionalmente i festeggiamenti fino al Mercu scurot – il Mercoledì delle Ceneri – con un gran finale pirotecnico e la sfilata dei carri dei cinque rioni cittadini. Infine, il Carnevale Ambrosiano di Milano, che segue il rito locale, si svolge con quattro giorni di ritardo rispetto al resto d'Italia, permettendo alla città di festeggiare quando altrove la Quaresima è già iniziata.
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