Cosa vedere a Merano: tra centro storico, terme e natura

21 settembre 2026 di
Cosa vedere a Merano: tra centro storico, terme e natura
Sofia Tognoni

Cosa vedere a Merano: tra centro storico, terme e natura

Dai Portici ai sentieri panoramici, passando per il Kurhaus e i sapori dell’autunno

Affacciata sul fiume Passirio e circondata dalle montagne, Merano riunisce in uno spazio relativamente raccolto architetture medievali, facciate Liberty e ampie aree verdi. Dai Portici si raggiungono facilmente il quartiere più antico, le passeggiate lungo il fiume e il complesso termale progettato da Matteo Thun. Basta poi salire di poco rispetto al centro per ritrovarsi tra palme, ulivi, piante subtropicali e punti panoramici aperti sulla Val d’Adige.

Tra le principali attrazioni, il centro storico con la Via dei Portici, il Duomo di San Nicolò e il quartiere Steinach; gli edifici della Belle Époque, come il Kurhaus e il Teatro Puccini; le Terme, la Passeggiata Tappeiner e i Giardini di Castel Trauttmansdorff. Il percorso può comprendere anche il Museo delle Donne e il Museo ebraico, mentre in autunno la Festa dell’Uva e il Merano WineFestival raccontano il rapporto della città con la viticoltura e la gastronomia altoatesina.

In questa guida vediamo nel dettaglio cosa visitare a Merano, dalle testimonianze del suo passato di città termale alle passeggiate più conosciute, senza dimenticare i giardini botanici e gli appuntamenti che animano la località durante l’autunno.

Il centro storico di Merano: cosa vedere tra Portici, Kurhaus e Steinach

Il centro storico di Merano racconta due epoche molto diverse. Da una parte conserva il tracciato medievale delle vie coperte, delle porte cittadine e del quartiere Steinach; dall’altra mostra l’eleganza della Belle Époque, quando la fama della città come località climatica attirò aristocratici, artisti e viaggiatori da tutta Europa. Il passaggio tra queste due anime avviene in pochi minuti, attraversando il fiume Passirio e passeggiando tra edifici gotici, facciate Liberty e giardini affacciati sul fiume.

Il centro medievale

Tra i luoghi più scenografici, il Ponte della Posta, riconoscibile per le decorazioni a mosaico e la balaustra dorata. Da qui si raggiunge Porta Bolzano, costruita nel XIV secolo e una delle tre porte superstiti delle quattro che un tempo regolavano l’accesso alla città. Poco oltre comincia la Via dei Portici, la principale strada medievale di Merano: lunga circa 400 metri, collega Piazza del Grano, sede dell’antico mercato, a Piazza Duomo. Le arcate si dividono tradizionalmente tra Portici di Montagna, rivolti verso il pendio, e Portici d’Acqua, orientati in direzione del Passirio.

All’estremità orientale dei Portici sorge il Duomo di San Nicolò, uno dei principali esempi di architettura gotica tirolese della città. Il suo campanile, alto più di 80 metri, è riconoscibile per la presenza di sette orologi collocati sui diversi lati e ad altezze differenti. Alle spalle della chiesa comincia Steinach, il nucleo più antico di Merano. Le sue vie strette, risalenti all’impianto urbano del XII secolo, conservano tratti delle mura, vecchie pavimentazioni e insegne di attività ormai scomparse. Rispetto alla vivacità dei Portici, Steinach offre un’atmosfera più silenziosa, particolarmente piacevole nelle giornate estive, quando tra i vicoli si può passeggiare all’ombra.

A pochi passi dai Portici si trova anche il Castello Principesco, costruito intorno al 1470 come residenza cittadina del duca Sigismondo d’Austria. Gli ambienti interni, con soffitti lignei, arredi e opere tardogotiche, permettono di conoscere più da vicino la vita della corte tirolese tra il Medioevo e il Rinascimento.

Il centro medievale

L’anima della Belle Époque

Il volto ottocentesco della città emerge invece lungo il Passirio, dove si affaccia il Kurhaus. Inaugurato nel 1874 e ampliato tra il 1912 e il 1914, l’edificio è diventato il simbolo della Merano della Belle Époque: la cupola, la rotonda, gli affreschi e la grande sala da ballo ricordano questo periodo in cui l’edificio era il centro della vita mondana della località termale.

Poco distante si incontra la Wandelhalle, un colonnato lungo quasi cento metri costruito tra il 1864 e il 1866. Le pitture dedicate ai paesaggi altoatesini e la struttura affacciata sul Passirio ricordano la sua funzione originaria: offrire agli ospiti della città termale un luogo riparato in cui passeggiare.

Alla stessa stagione architettonica appartiene anche il Teatro Civico Puccini, costruito tra il 1899 e il 1900: la facciata unisce richiami neoclassici e decorazioni Liberty, mentre all’interno si trovano stucchi, marmi e una sala con 296 posti rivestiti in velluto color pesca. Il teatro fu dedicato a Giacomo Puccini nel 1923, anno in cui il compositore visitò Merano.

Chi vuole proseguire la visita può entrare al Museo delle Donne, che raccoglie abiti e accessori femminili prodotti tra il 1820 e il 1990, oppure conoscere la storia della comunità ebraica locale nella sinagoga che ospita il Museo ebraico.

Le Terme di Merano: benessere e design in centro città

Nel cuore della città, sulla riva sinistra del Passirio e proprio di fronte al Kurhaus, troviamo questo complesso termale progettato dall’architetto Matteo Thun, riconoscibile per la grande struttura in vetro, acciaio e legno, collegata al centro storico dal Ponte delle Terme. Al suo interno e nel parco circostante si distribuiscono 25 piscine: le vasche interne sono accessibili durante tutto l’anno, mentre in estate è possibile approfittare anche delle piscine all’aperto, immerse nel verde e posizionate accanto a un piccolo lago ricoperto di ninfee. Oltre ai trattamenti tradizionali, lo stabilimento propone anche percorsi specifici legati alle tradizioni altoatesine, come il peeling a base di malto e luppolo.

La location merita una visita anche solo per il panorama: dalla vasca idromassaggio in terrazza è possibile ammirare i tetti a spiovente della cittadina circondati dalle maestose montagne circostanti.

La struttura è stata inoltre la prima realtà termale al mondo a ottenere la certificazione EarthCheck, legata all’impegno nella gestione sostenibile delle attività turistiche.

Tra passeggiate e giardini

Parchi, giardini e percorsi pedonali si inseriscono nel tessuto urbano e permettono di passare in pochi minuti dalle vie del centro a sentieri circondati da cedri, castagni, palme e piante mediterranee. Il clima mite della conca meranese favorisce infatti la convivenza di vegetazione alpina e specie esotiche, creando paesaggi verdi piacevoli da esplorare in ogni stagione.

La più conosciuta è la Passeggiata Tappeiner, un percorso pedonale di circa quattro chilometri che segue il profilo del Monte Benedetto, dalla Passeggiata Gilf fino a Quarazze. Fu realizzata e donata alla città dal medico e ricercatore Franz Tappeiner e offre un ampio panorama sui tetti di Merano, sulla conca e sulla Val d’Adige. Lungo il cammino si alternano querce da sughero, eucalipti, pini marittimi, bambù, cactus, agavi, magnolie e ulivi.

Il tratto vicino alla Torre delle Polveri consente inoltre di raggiungere il giardino pubblico delle erbe aromatiche. La torre è ciò che rimane dell’antico castello Ortenstein e deve il suo nome alla funzione svolta dal 1626, quando fu utilizzata come deposito di polvere da sparo.

Più raccolta è la Passeggiata Gilf, che accompagna il fiume Passirio dalla gola del torrente fino al suo ingresso in città, attraversando una vegetazione subtropicale. È conosciuta anche per la Via della Poesia: alcune panchine riportano versi d’amore di autori moderni e contemporanei incisi nel legno.

Per chi vuole dedicare ancora più tempo all’immersione nella natura, è consigliabile spostarsi sui pendii soleggiati sopra la città, dove si trovano i Giardini di Castel Trauttmansdorff, con i loro 12 ettari arricchiti da ben 80 differenti ambienti botanici: Boschi del Mondo, Giardini del Sole, Paesaggi dell’Alto Adige e Giardini Acquatici e Terrazzati. Tra laghetti di ninfee, palme, voliere e installazioni dedicate al mondo vegetale, la visita richiede almeno mezza giornata. Al centro del complesso sorge il castello in cui soggiornò anche l’imperatrice “Sissi” Elisabetta d’Austria.

Qui troviamo anche il Touriseum, museo dedicato alla storia del turismo alpino, mentre una piattaforma progettata da Matteo Thun permette di osservare dall’alto i giardini e il paesaggio meranese.

Due appuntamenti autunnali per gli amanti dei vini e dell’uva

L’autunno è uno dei periodi più interessanti per visitare Merano, soprattutto per chi vuole approfondire il rapporto viscerale della cittadina con l’uva, il vino e la cultura gastronomica altoatesina. Sono due gli eventi che raccontano questo legame, anche se da prospettive differenti: scopriamoli.

La Festa dell’Uva: musica, sapori e tradizioni altoatesine

La Festa dell’Uva: musica, sapori e tradizioni altoatesine

Organizzata per la prima volta nel 1886, la Festa dell’Uva si svolge generalmente nel terzo fine settimana di ottobre e accompagna la conclusione della vendemmia con concerti di bande e cori, degustazioni e iniziative dedicate alla riscoperta della cultura locale.

Il momento più atteso è il corteo della domenica, quando associazioni, gruppi in costume, bande musicali e carri allegorici attraversano il centro storico. Tra i simboli della sfilata ci sono la Corona di mele di Marlengo, realizzata per la prima volta nel 1949 con centinaia di chilogrammi di frutti, e il Kundschafter di Lagundo, un enorme grappolo formato da circa 300 chilogrammi di uva.

Durante la festa può comparire anche il Saltner, l’antico guardiano dei vigneti. Il suo abbigliamento è difficile da confondere: indossa un completo di cuoio, pantaloni alla zuava, una cintura ricamata e un grande cappello ornato con piume e code di volpe, mentre porta con sé un’alabarda. Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, questa figura aveva il compito di sorvegliare le vigne giorno e notte, dall’estate fino alla conclusione della raccolta, proteggendo i grappoli anche dai furti.

Il Merano WineFestival al Kurhaus

Qualche settimana dopo, il vino torna protagonista con il Merano WineFestival, organizzato dal 1992 e considerato uno dei principali appuntamenti enogastronomici europei. Il centro dell’evento è il Kurhaus, ma degustazioni e incontri possono interessare anche altri luoghi cittadini, come il Teatro Puccini e l’Hotel Terme.

Il festival mette a confronto la produzione vitivinicola italiana e internazionale attraverso degustazioni guidate, masterclass, incontri e premiazioni. Ma la proposta non riguarda soltanto il vino: la GourmetArena riunisce prodotti gastronomici, distillati e birre selezionati attraverso il WineHunter Award, mentre gli appuntamenti dedicati alla cucina favoriscono l’incontro tra produttori, chef e pubblico.

A chiudere la manifestazione è tradizionalmente la Catwalk Champagne, una degustazione che abbina alcune note maison a specialità culinarie selezionate.

Nel 2026 la Festa dell’Uva è prevista dal 16 al 18 ottobre, mentre il Merano WineFestival si svolgerà dal 6 al 10 novembre.

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