Cosa vedere a Ostuni: guida alla Città Bianca della Puglia

3 luglio 2026 di
Cosa vedere a Ostuni: guida alla Città Bianca della Puglia
Sofia Tognoni

Cosa vedere a Ostuni: guida alla Città Bianca della Puglia

Tra vicoli imbiancati a calce, una cattedrale tardogotica e le calette dell'Adriatico: un itinerario tra le meraviglie della perla della Valle d'Itria

Adagiata su tre colli della Murgia meridionale, a una manciata di chilometri dalla costa adriatica e dalla provincia di Brindisi, Ostuni è uno di quei luoghi che si riconoscono al primo sguardo. Il suo profilo, una distesa di case bianchissime arroccate sul versante della collina e visibile da lontano, le è valso il soprannome di Città Bianca, ormai entrato nell'immaginario di chiunque pensi alla Puglia. Ma c'è molto più di quel candore inconfondibile: un centro storico medievale dove perdersi, una cattedrale tardogotica con un rosone tra i più imponenti d'Italia, un passato che affonda le radici nel Paleolitico e una costa di diciassette chilometri punteggiata da calette tra le più belle del Salento settentrionale.

Ecco allora un itinerario completo su cosa vedere a Ostuni: monumenti imperdibili, musei, parchi naturali e località vicine che meritano una deviazione.

Perché Ostuni è conosciuta come la Città Bianca?

La risposta affonda le sue radici nel Medioevo. Per rivestire le facciate delle case, gli ostunesi usavano la calce, un materiale economico, facile da reperire e soprattutto considerato efficace contro i contagi che in quei secoli flagellavano la popolazione.

Nata come una necessità, questa caratteristica è diventata nel tempo l'identità stessa del borgo. Oggi un'ordinanza comunale impone ai proprietari di mantenere bianche le facciate, garantendo così che il colpo d'occhio resti immutato e che Ostuni continui a essere riconoscibile tra tutti i borghi della Puglia.

Il centro storico: un labirinto da percorrere senza fretta

Il centro storico: un labirinto da percorrere senza fretta

Il nucleo antico, chiamato dagli ostunesi quartiere Terra, si sviluppa a cerchi concentrici sulle pendici della collina più alta su cui poggia la città. Vicoli stretti, scalinate ripide, archi che improvvisamente si aprono su piccole corti silenziose, passaggi coperti che sembrano portare a un vicolo cieco e invece sbucano su un belvedere: la pianta del borgo è volutamente labirintica, frutto di una strategia difensiva pensata per disorientare gli invasori.

La salita verso la sommità del colle, dove sorge la cattedrale, andrebbe affrontata senza mappa, lasciandosi guidare esclusivamente dalla propria curiosità: ogni svolta riserva infatti una prospettiva diversa.

Il consiglio è di programmare la visita nel tardo pomeriggio, quando la luce dorata del tramonto accende i muri bianchi di riflessi caldi e l'atmosfera si fa più rilassata.

Piazza della Libertà e Colonna di Sant'Oronzo

Se il quartiere Terra è il cuore antico, Piazza della Libertà è il salotto contemporaneo di Ostuni: una piazza scenografica, ampia e luminosa, dove convergono le principali vie cittadine e dove residenti e visitatori si ritrovano per un caffè o un aperitivo. Sui lati si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi del borgo, tra cui la Chiesa di San Francesco e l'adiacente Palazzo San Francesco, che oggi ospita il municipio.

A dominare lo spazio è però la Colonna di Sant'Oronzo, conosciuta dai locali come La Guglia. L'imponente obelisco barocco, una ventina di metri di pietra calcarea finemente decorata, fu eretto nel 1771 su disegno dello scultore Giuseppe Greco, come ringraziamento al santo patrono per l’intercessione accordata alla città durante un’epidemia di peste. In cima alla colonna, la statua del vescovo alza la mano destra in segno di benedizione.

Chiesa di San Francesco e Chiesa dello Spirito Santo

Sempre su Piazza della Libertà si affacciano due edifici religiosi che meritano una sosta. La Chiesa di San Francesco, fondata all'inizio del XIV secolo e ristrutturata nel corso del Settecento, al cui interno si conservano opere di pregio, tra cui una scultura tardo-seicentesca che raffigura Mosè mentre spezza le tavole della Legge.

A pochi passi, la Chiesa dello Spirito Santo risale ai primi anni del Seicento e si distingue per il portale riccamente ornato di stile tardo-rinascimentale.

Cattedrale di Santa Maria Assunta e Arco Scoppa

Salendo verso il punto più alto della città vecchia si arriva alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita tra il 1435 e il 1495 per volontà dei sovrani aragonesi del Regno di Napoli. È considerata uno degli esempi più riusciti di gotico tardivo in Puglia, con innesti di romanico e accenti rinascimentali che la rendono un caso architettonico singolare.

La facciata, in pietra calcarea locale, è scandita da tre portali ogivali e impreziosita da un grande rosone a 24 raggi, tra i più ampi e celebri della regione. L'interno, a tre navate con copertura a tetto dipinto, alterna sobrietà gotica e ricchezza barocca nelle cappelle laterali, e custodisce opere di rilievo tra cui una tela settecentesca attribuita a Domenico Antonio Vaccaro e un raffinato fonte battesimale in marmo.

Proprio di fronte alla cattedrale, in alto sulla via, un dettaglio architettonico cattura immediatamente lo sguardo: l'Arco Scoppa, conosciuto dagli ostunesi come la Loggia. Ispirato al Ponte dei Sospiri di Venezia e ricostruito in pietra intorno al 1750, collega ancora oggi il palazzo vescovile al seminario.

Le mura aragonesi e le antiche porte

Le mura aragonesi e le antiche porte

Tra gli altri hotspot, troviamo la cinta difensiva costruita nel basso Medioevo, di cui restano oggi solo alcuni tratti: eretta dagli Angioini per respingere le incursioni dei Saraceni è stata ampliata dagli Aragonesi nel Quattrocento, in risposta alla minaccia turca proveniente dall'Adriatico.

Le porzioni più significative si possono ammirare nei pressi delle due porte d'accesso superstiti: Porta Nova, sul versante orientale, e Porta San Demetrio, a nord-ovest, che rappresentavano un tempo gli unici varchi consentiti per entrare in città.

I musei di Ostuni: dalla preistoria all'arte sacra

Per chi vuole approfondire il passato di questo angolo di Puglia, sono due le tappe fondamentali.

Il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, allestito nell'ex convento delle Carmelitane, ripercorre millenni di storia del territorio, dal Paleolitico all'età del Bronzo. Il pezzo più celebre è Delia, lo scheletro di una giovane donna incinta risalente a circa 28.000 anni fa. La straordinaria conservazione dei resti, accompagnati da quelli del feto e da un corredo funebre, ne fa una delle testimonianze paleolitiche più importanti al mondo.

A pochi passi dalla cattedrale, il Museo Diocesano occupa gli spazi del Palazzo dell'Episcopio e raccoglie il patrimonio artistico delle chiese e dei conventi della diocesi: dipinti, sculture lignee, paramenti sacri e oggetti liturgici, con una sezione di particolare interesse dedicata all'arte barocca pugliese.

Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano e Parco Dune Costiere

Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano

A circa due chilometri dal centro storico, merita una tappa anche il Parco Archeologico Naturale di Santa Maria di Agnano: la grotta, che si apre nel cuore del parco, fu frequentata per oltre tremila anni come luogo di culto e di sepoltura; è proprio qui che sono stati rinvenuti i resti di Delia, la donna incinta cui abbiamo accennato prima, e di un secondo individuo del paleolitico (le sepolture note come Ostuni 1 e Ostuni 2). Il sito è gestito in collegamento con il Museo Civico e si visita con percorsi guidati che illustrano il contesto archeologico e naturalistico.

Spostandosi verso la costa, il Parco Naturale Regionale Dune Costiere si estende per circa 1.100 ettari lungo otto chilometri tra Ostuni e Fasano. Qui dune sabbiose, zone umide e tratti di macchia mediterranea si alternano a oliveti secolari e antiche masserie, in un mosaico che racconta il legame profondo tra paesaggio agricolo e natura selvaggia. È un'area perfetta per percorsi a piedi o in bicicletta, con punti di osservazione per il birdwatching e iniziative di educazione ambientale.

Le spiagge di Ostuni: diciassette chilometri di costa

La marina di Ostuni si sviluppa per circa diciassette chilometri di litorale e offre una varietà sorprendente di paesaggi balneari. Tra i tratti più affascinanti spicca Costa Merlata, dove la linea di costa si frastaglia in piccole insenature rocciose che disegnano calette appartate, perfette per chi cerca tranquillità. Rosa Marina, riservata e curata, è apprezzata da chi preferisce un'atmosfera tranquilla ma organizzata. Torre Pozzella, dominata da un'antica torre cinquecentesca, regala scorci più selvaggi, costellati dalle rocce a picco sul mare. Infine Cala Quarto di Monte, vicino al porticciolo di Villanova, è una piccola perla appartata dove il mare assume sfumature dal turchese allo smeraldo.

I dintorni: dalla Valle d'Itria a Torre Guaceto

Ostuni è un buon punto di partenza anche per esplorare uno dei territori più ricchi della Puglia. A pochi chilometri si apre la Valle d'Itria, la terra dei trulli, con borghi che da soli giustificherebbero il viaggio: Alberobello, patrimonio UNESCO grazie alle sue celebri costruzioni a cono; Locorotondo, riconosciuto tra i borghi più belli d'Italia per il suo centro a pianta circolare; Cisternino, autentico e raccolto; Ceglie Messapica, capitale gastronomica della zona; Carovigno, con il suo castello aragonese.

Spingendosi verso la costa, una mezz'ora separa Ostuni dalla Riserva Naturale di Torre Guaceto, area marina protetta gestita dal WWF con i suoi oltre milleduecento ettari disseminati di dune, zone umide e fondali rinomati per lo snorkeling. Più a nord, Polignano a Mare e Monopoli completano un imperdibile itinerario costiero.

Cosa mangiare a Ostuni

La cucina ostunese è un compendio della tradizione pugliese più autentica, fondata su ingredienti semplici e ricette tramandate nel corso dei decenni. Tra i primi piatti, le orecchiette con le cime di rapa sono il simbolo indiscusso, da accompagnare con un filo dell'olio extravergine ricavato dagli uliveti che circondano la città. Imperdibile anche la tiella, teglia di riso, patate e cozze cotta al forno: un piatto che racconta tutto il legame fecondo che esiste tra mare ed entroterra.

Dalla terra arrivano le fave e cicoria, crema di legumi servita con le cicorie selvatiche saltate: un classico della cucina povera, ma che oggi compare anche nei menù dei ristoranti più rinomati. Tra i secondi, il pesce azzurro fresco preparato in modo essenziale e l'agnello al forno con patate sono entrambi protagonisti, a seconda della stagione.

A chiudere, i dolci della tradizione: le cartellate glassate con miele o vincotto e le paste di mandorla, da gustare con un bicchiere di Primitivo o di Negroamaro, i grandi vini rossi che rappresentano la Puglia nel mondo.