Checco Zalone su Netflix: tutti i film disponibili in streaming
Dal debutto al cinema di Cado dalle nubi ai record di Quo vado?: ecco dove vedere tutti i film di Checco Zalone su Netflix
Checco Zalone è uno di quei casi rari in cui il successo di pubblico si trasforma in un vero fenomeno culturale. Film dopo film, ha saputo raccontare vizi, manie e contraddizioni dell’Italia contemporanea usando una comicità diretta, spesso spiazzante, ma sempre capace di parlare a un pubblico trasversale. Non è un caso se le sue pellicole continuano a essere tra le più cercate anche in streaming.
Se ti stai chiedendo quali film di Checco Zalone siano disponibili su Netflix, sei nel posto giusto. In questo articolo trovi l’elenco completo dei titoli presenti sulla piattaforma, con una panoramica su trama, cast e successo al botteghino di ciascun film.
Una guida pensata per chi vuole rivedere i grandi successi del comico pugliese, prima o dopo essersi gustati al cinema la sua nuova pellicola, Buen Camino.
Quali film di Checco Zalone sono disponibili su Netflix
Se stai cercando tutti i film di Checco Zalone disponibili su Netflix, qui trovi l’elenco aggiornato dei titoli presenti in catalogo. Si tratta dell’intera filmografia cinematografica dell’attore e regista pugliese, dalle origini fino ai film più recenti (eccetto l’ultimo Buen Camino, oggi al cinema), perfetta sia per chi vuole fare un rewatch sia per chi si avvicina per la prima volta alla sua comicità.
Ecco i film di Checco Zalone che puoi vedere in streaming su Netflix:
- Cado dalle nubi (2009)
- Che bella giornata (2011)
- Sole a catinelle (2013)
- Quo vado? (2016)
- Tolo Tolo (2020)
Approfondiamo le trame di ciascun titolo, uno più divertente dell’altro!
Cado dalle nubi
Uscito nel 2009 e diretto da Gennaro Nunziante, Cado dalle nubi è il film che segna l’esordio cinematografico di Checco Zalone e ne definisce subito il personaggio: ingenuo, politicamente scorretto, apparentemente fuori posto ma capace di raccontare l’Italia con uno sguardo sorprendentemente lucido.
La storia segue Checco, giovane cantante pugliese convinto di poter sfondare nel mondo della musica neomelodica. Dopo essere stato lasciato dalla fidanzata, che lo considera un eterno inconcludente, decide di cambiare aria e trasferirsi a Milano, ospite del cugino Alfredo. Il confronto tra le sue radici meridionali e il contesto milanese diventa il motore comico del film, tra equivoci, gaffe e situazioni al limite dell’assurdo.
A Milano Checco incontra Marika, educatrice in una comunità per ragazzi difficili, che lo coinvolge in un progetto musicale. Tra provini improbabili, lezioni di chitarra improvvisate e tentativi maldestri di affermarsi, il protagonista si muove in un percorso fatto di sogni, illusioni e inevitabili cadute, sempre raccontate con lo stile comico che lo contraddistinguono da sempre.
Il cast affianca Checco Zalone a volti noti del cinema e della televisione italiana, tra cui Giulia Michelini, Dino Abbrescia, Fabio Troiano, Ivano Marescotti e Raul Cremona, che contribuiscono a rendere il film corale e ricco di personaggi memorabili.
Dal punto di vista dei numeri, Cado dalle nubi è stato un vero caso cinematografico: al debutto ha superato i 14 milioni di euro di incasso in Italia, un risultato eccezionale per l’opera prima di un attore esordiente sul grande schermo. Il film ha inoltre ottenuto candidature ai Nastri d’Argento e ai David di Donatello, confermando come il fenomeno Zalone non fosse solo popolare, ma anche rilevante nel panorama cinematografico italiano.
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Che bella giornata
Uscito nel 2011 e ancora una volta diretto da Gennaro Nunziante, Che bella giornata rappresenta il film della definitiva consacrazione di Checco Zalone. Qui la comicità si fa più ambiziosa e affilata, spostando il bersaglio dalla provincia al cuore simbolico del Paese: Milano e uno dei suoi luoghi più iconici, il Duomo.
La storia vede Checco alle prese con un nuovo sogno: entrare nelle forze dell’ordine. Grazie a una provvidenziale raccomandazione, ottiene un incarico insperato come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, ruolo per il quale risulta palesemente inadatto. È proprio questa sproporzione tra responsabilità e incompetenza a innescare una lunga serie di situazioni paradossali.
Durante il servizio Checco conosce Farah, una ragazza di origine araba che si presenta come studentessa e che lui cerca goffamente di conquistare. Quello che ignora è che la giovane nasconde un obiettivo molto più pericoloso, legato a un piano terroristico. Ancora una volta, però, la vera mina vagante non è tanto la minaccia esterna quanto lo stesso Checco, con la sua miscela esplosiva di ingenuità, stereotipi e totale mancanza di consapevolezza.
Il film riesce a trasformare temi delicatissimi – sicurezza, integrazione, paura del diverso – in materia comica, senza rinunciare alla provocazione. Zalone gioca costantemente sul filo dell’equivoco, mostrando come l’ignoranza e i pregiudizi possano diventare più distruttivi di qualsiasi complotto.
Accanto a Checco Zalone, il cast include Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Ivano Marescotti e Isabelle Adriani, che contribuiscono a dare ritmo e profondità a una galleria di personaggi grotteschi ma riconoscibili.
Che bella giornata è stato uno dei più grandi fenomeni cinematografici italiani degli ultimi decenni: al botteghino ha superato i 43 milioni di euro di incasso, stabilendo nuovi record per una commedia italiana. Il film ha inoltre raccolto candidature ai Nastri d’Argento e ai David di Donatello, confermando come il personaggio di Checco Zalone fosse ormai entrato stabilmente nell’immaginario collettivo.

Sole a catinelle
Uscito nel 2013 e ancora una volta scritto e diretto da Gennaro Nunziante insieme a Checco Zalone, Sole a catinelle segna una svolta importante nella filmografia del comico pugliese. Al centro della storia non c’è più solo l’Italia osservata attraverso i suoi vizi, ma anche il rapporto tra un padre e un figlio sullo sfondo della crisi economica.
Checco è un uomo in difficoltà, alle prese con problemi di lavoro e di soldi, proprio mentre la sua famiglia viene travolta dalle conseguenze della recessione. Quando promette al figlio Nicolò una vacanza estiva “da sogno” in cambio di una pagella impeccabile, lo fa con leggerezza, convinto che il bambino non riuscirà mai a ottenere tutti dieci. Ma Nicolò prende la promessa sul serio e riesce davvero nell’impresa, costringendo Checco a fare i conti con una parola data che non può permettersi di mantenere.
Da qui prende forma un viaggio tragicomico che mescola espedienti improbabili, tentativi disperati di racimolare denaro e una vacanza che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe sembrare lussuosa pur essendo costruita con pochissime risorse. Il film alterna momenti di comicità surreale a passaggi più intimi, in cui emerge il legame profondo tra padre e figlio, fatto di affetto e sacrifici quotidiani, ma anche di bugie a fin di bene.
Accanto a Checco Zalone spiccano Robert Dancs nel ruolo di Nicolò, vero cuore emotivo del film, Miriam Dalmazio nei panni della moglie Daniela e Aurore Erguy, che interpreta Zoé, figura chiave nello sviluppo della storia. Il cast corale contribuisce a rendere Sole a catinelle una commedia più stratificata, capace di parlare sia agli adulti sia ai più giovani.
Il pubblico ha premiato questa evoluzione narrativa: Sole a catinelle è stato un successo straordinario al botteghino, superando i 51 milioni di euro di incasso in Italia e diventando uno dei film italiani più visti di sempre. La pellicola ha inoltre ricevuto una candidatura ai David di Donatello, confermando la capacità di Zalone di coniugare intrattenimento popolare e racconto della realtà sociale del Paese.
Quo vado?
Con Quo vado?, uscito nel 2016 e diretto ancora una volta da Gennaro Nunziante, Checco Zalone firma il suo film più iconico e di maggior successo. Qui la satira colpisce uno dei miti più radicati nella cultura italiana: il posto fisso, visto non solo come fonte di sostentamento, ma come garanzia esistenziale, identità sociale e privilegio da difendere a ogni costo.
Checco lavora in un ufficio pubblico legato alla gestione di caccia e pesca e conduce un’esistenza comoda e rassicurante, scandita da abitudini immutabili e da una totale assenza di rischi. Quando una riforma della pubblica amministrazione minaccia di smantellare quel sistema di certezze, lui diventa l’unico dipendente disposto a tutto pur di non firmare le dimissioni. Accetta trasferimenti sempre più estremi, passando da sedi scomode fino ad arrivare all’estero, pur di conservare il suo impiego.
Il racconto si arricchisce continuamente di situazioni paradossali, trasformando l’ostinazione del protagonista in una lente attraverso cui osservare vizi, paure e contraddizioni dell’Italia contemporanea. Nel percorso di Checco entrano figure che mettono in discussione la sua visione del mondo, come Valeria, ricercatrice brillante e indipendente conosciuta durante l’esperienza all’estero, che rappresenta un modello di vita basato su responsabilità e senso civico più che su tutele garantite.
Accanto a Checco Zalone, il cast vede Sonia Bergamasco nel ruolo della determinata dirigente incaricata di ridurre gli esuberi, Maurizio Micheli e Ludovica Modugno nei panni dei genitori del protagonista, simboli di una mentalità profondamente legata alla sicurezza del lavoro statale, e Lino Banfi in un ruolo di contorno, ma non per questo meno iconico.
Il successo di Quo
vado? è stato senza precedenti: con oltre 65 milioni di euro di
incasso in Italia, il film è diventato il maggiore trionfo commerciale nella
storia del cinema italiano. A questi numeri si aggiungono numerosi
riconoscimenti, tra cui premi e candidature ai Nastri d’Argento e ai David
di Donatello. Un risultato che ha consacrato definitivamente Checco Zalone
come fenomeno culturale, capace di far ridere e riflettere parlando
direttamente all’immaginario collettivo.
Tolo Tolo
Uscito nel 2020, Tolo Tolo rappresenta un passaggio decisivo nella carriera di Checco Zalone. È il suo quinto film da protagonista, ma soprattutto il primo che lo vede anche dietro la macchina da presa. Una scelta che segna una discontinuità rispetto ai lavori precedenti e che spiega, almeno in parte, perché questo titolo sia stato anche il più dibattuto.
La storia si apre con un Checco alle prese con l’ennesimo fallimento professionale. Rimasto senza prospettive in Italia e schiacciato dai problemi economici, sceglie la fuga come soluzione, spingendosi fino in Africa, dove trova una temporanea stabilità lavorando in un villaggio turistico. Qui stringe amicizia con Oumar, giovane pieno di sogni e aspirazioni, in un contesto che sembra finalmente lontano dalle pressioni della sua vita precedente.
L’equilibrio, però, è destinato a rompersi. Lo scoppio di un conflitto costringe Checco a rientrare in Europa affrontando, questa volta da protagonista involontario, il percorso che migliaia di persone compiono ogni giorno per necessità. Il film ribalta così il punto di vista: non più l’italiano che osserva il fenomeno migratorio dall’esterno, ma un personaggio che si ritrova, suo malgrado, a viverlo sulla propria pelle.
Rispetto ai capitoli precedenti, Tolo Tolo adotta un tono più esplicitamente politico e meno legato alla sola satira dei costumi sociali. La comicità resta centrale, ma si intreccia con un racconto che prova a confrontarsi con temi globali come migrazione, identità e responsabilità collettiva. Una scelta che ha diviso pubblico e critica, generando discussioni accese fin dall’uscita.
Nel cast, accanto a Checco Zalone, spiccano Manda Touré e Souleymane Sylla, che contribuiscono a dare autenticità e profondità al racconto ambientato in Africa. Anche sul piano creativo, il film segna un cambiamento: la sceneggiatura è scritta da Zalone insieme a Paolo Virzì, mentre le musiche sono ancora una volta firmate dallo stesso Zalone, con il suo vero nome (Luca Medici).
Nonostante il dibattito che lo ha accompagnato, Tolo Tolo è stato un enorme successo di pubblico. In Italia ha superato i 46 milioni di euro di incasso, si è posizionato tra i film italiani più visti di sempre e ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui due David di Donatello e candidature ai Nastri d’Argento. Numeri che confermano come, anche nel suo film più divisivo, Checco Zalone sia riuscito a intercettare il sentire del pubblico e a portare al centro del cinema popolare temi complessi e attuali.
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