Lo SPID di Poste Italiane diventa a pagamento: ecco le alternative
Dal 2026 PosteID introduce un canone annuale: ecco come accedere ai servizi digitali senza spese aggiuntive
Dopo dieci anni di servizio gratuito, PosteID ha annunciato l'introduzione di un canone annuale per mantenere attivo lo SPID. Sebbene siano previste diverse categorie di esenzione, molti cittadini si troveranno a dover valutare se continuare con PosteID o cercare soluzioni alternative che non comportino costi ricorrenti.
La buona notizia è che esistono diverse opzioni completamente gratuite per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona il nuovo canone di PosteID, chi può continuare a utilizzarlo gratuitamente e quali sono le alternative disponibili per chi desidera evitare costi aggiuntivi pur mantenendo pieno accesso ai servizi digitali.
SPID Poste Italiane a pagamento: cosa cambia
Dopo un decennio di servizio gratuito, PosteID introduce un canone annuale per l'utilizzo dello SPID. La decisione coinvolge il fornitore di identità digitale più diffuso nel nostro Paese, con una base di oltre 24 milioni di utenti attivi che rappresentano più del 70% del totale nazionale. Il cambiamento si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del settore: diversi operatori hanno infatti dovuto rivedere il modello di offerta dopo la conclusione degli accordi con lo Stato che permettevano di garantire la gratuità del servizio.
La causa principale di questa evoluzione risiede nella necessità di trovare forme di finanziamento autonome per coprire i costi operativi. Mantenere attiva un'infrastruttura di identità digitale richiede investimenti costanti in sicurezza informatica, aggiornamento tecnologico e assistenza tecnica. Con la fine dei contributi pubblici che sostenevano economicamente i provider, le aziende si sono trovate a dover garantire la sostenibilità del servizio attraverso altre modalità.
Da quando lo SPID Poste diventa a pagamento
L'introduzione del canone non avverrà simultaneamente per tutti gli utenti. PosteID applica infatti una logica legata alla scadenza naturale dell'identità digitale di ciascun cittadino, considerato che lo SPID ha validità annuale.
Chi possiede già un'identità attiva continuerà a utilizzarla gratuitamente fino al termine del periodo di validità corrente. A quel punto riceverà una notifica che lo informerà dell'imminente scadenza. Da quel momento, l'utente avrà a disposizione un ulteriore mese durante il quale il servizio rimarrà operativo senza alcun addebito. Solo al termine di questa finestra temporale sarà necessario effettuare il versamento per mantenere attivo lo SPID.
Per chi richiede l'attivazione per la prima volta, invece, il primo anno resterà completamente gratuito e solo dal secondo rinnovo entrerà in vigore il costo annuale.
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Quanto costa lo SPID di Poste Italiane
Il canone stabilito da Poste Italiane ammonta a 6 euro all'anno. Si tratta di una cifra che, secondo l'azienda, si posiziona tra le più contenute rispetto ad altri fornitori presenti sul mercato.
Il pagamento diventa obbligatorio solo se si desidera continuare a utilizzare il servizio dopo la scadenza e il periodo di tolleranza di 30 giorni. In assenza del versamento, l'identità digitale viene temporaneamente sospesa ma può essere riattivata in qualsiasi momento procedendo con il pagamento.
Chi è esentato dal pagamento dello SPID Poste
Nonostante l'introduzione del canone, una porzione consistente degli utenti continuerà ad accedere al servizio senza alcun costo. Poste Italiane ha infatti previsto diverse categorie di esenzione che riducono significativamente il numero di persone effettivamente coinvolte dal nuovo modello tariffario.
Possono continuare a utilizzare lo SPID gratuitamente:
- I cittadini che hanno compiuto almeno 75 anni
- Le persone residenti all'estero
- I minori di età
- Chi utilizza l'identità digitale
per finalità lavorative e professionali
Secondo quanto comunicato dall'azienda, queste esenzioni fanno sì che la maggior parte degli utenti non debba sostenere il canone annuale.
Non solo PosteID: gli altri SPID che sono diventati a pagamento
PosteID non rappresenta un caso isolato nel panorama dell'identità digitale italiana. Già nei mesi scorsi altri fornitori hanno modificato il loro modello di offerta introducendo tariffe annuali.
InfoCert, società del gruppo Tinexta, dal 28 luglio 2025 richiede 5,98 euro (IVA compresa) per il rinnovo dello SPID dopo il primo anno gratuito. A differenza di altri provider, il rinnovo non avviene in automatico: sarà necessario confermare esplicitamente la propria disponibilità a pagare il nuovo canone. Un'altra particolarità riguarda l'inattività: se l'identità digitale non viene utilizzata per oltre due anni consecutivi, il servizio non verrà rinnovato.
Anche Aruba ha introdotto un costo di 4,90 euro annui a partire dal secondo anno di utilizzo.
Register.it ha invece optato per una struttura tariffaria differenziata in base al metodo di riconoscimento scelto: chi utilizza smart card o firma digitale paga 9,90 euro all'anno, mentre per altre modalità di identificazione il costo può arrivare fino a 80 euro annui.
Particolare è infine il caso di Namirial, che mantiene una versione gratuita dello SPID ma con un'importante limitazione: questa identità digitale permette l'accesso esclusivamente ai servizi delle aziende private. Per utilizzare i servizi della Pubblica Amministrazione è invece necessario sottoscrivere la versione completa al costo di 9,90 euro annui.
CIE: l'alternativa principale allo SPID
La Carta d'Identità Elettronica rappresenta oggi la soluzione più conveniente per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione senza dover sostenere costi annuali, dal momento che la CIE viene rilasciata direttamente dallo Stato e non prevede abbonamenti o rinnovi a pagamento.
Il documento, dotato di un chip a radiofrequenza che conserva dati anagrafici, fotografia e impronte digitali del titolare, garantisce gli stessi standard di sicurezza dello SPID ed è utilizzabile per l'autenticazione online. Già dal maggio 2023 non è più necessario avere sempre con sé la carta fisica per accedervi: è infatti possibile configurare credenziali digitali che funzionano esattamente come quelle dello SPID, inserendo semplicemente username, password e codici temporanei.
Un ulteriore passo verso la digitalizzazione è stato compiuto nel dicembre 2024 con l'introduzione dell'IT Wallet, il portafoglio digitale che permette di conservare la CIE insieme alla patente di guida e alla tessera sanitaria direttamente sullo smartphone.

Carta d'Identità Elettronica: come usarla come SPID?
La CIE funziona attraverso tre modalità di autenticazione differenti, ognuna caratterizzata da un diverso livello di sicurezza.
Il primo livello richiede semplicemente l'inserimento di un nome utente e di una password personale. Si tratta della modalità più semplice, adatta per servizi che non richiedono verifiche particolarmente stringenti.
Il secondo livello aggiunge un ulteriore elemento di protezione: oltre alle credenziali di base, viene infatti richiesto un codice monouso (OTP) che può essere generato tramite l'applicazione CieID installata sullo smartphone oppure ricevuto via SMS. Questo sistema è simile a quello utilizzato dalla maggior parte dei provider SPID e offre una sicurezza superiore rispetto al solo uso di password.
Il terzo livello rappresenta lo standard più elevato e prevede la lettura fisica del documento tramite la tecnologia NFC. Questa modalità richiede di avvicinare la carta allo smartphone o di utilizzare un lettore collegato al computer, garantendo la massima certezza sull'identità dell'utente.
Come attivare la CIE per l'accesso ai servizi digitali
Per utilizzare la Carta d'Identità Elettronica come identità digitale è necessario attivare le credenziali attraverso il portale ufficiale del Ministero dell'Interno. La procedura può essere completata in due modi diversi a seconda delle informazioni e degli strumenti disponibili.
La prima modalità non richiede la lettura fisica del documento e può essere utilizzata da chi ha fornito il proprio numero di cellulare al momento della richiesta della CIE. Servono il codice fiscale, il numero di serie della carta e la prima parte del codice PUK.
La seconda modalità prevede invece la lettura del documento tramite uno smartphone con tecnologia NFC e l'app CieID installata, oppure tramite un computer dotato di lettore di smart card. In questo caso è necessario disporre del codice PIN completo a otto cifre, diviso in due parti: la prima viene consegnata dall'operatore comunale al momento della richiesta, la seconda si trova nel documento che accompagna la carta alla consegna.
Una volta completata l'attivazione, sarà possibile scegliere se ricevere i codici di accesso temporanei sull'app o via SMS, e configurare eventualmente l'autenticazione biometrica per gli accessi futuri tramite impronta digitale o riconoscimento facciale.
Per la procedura completa e tutti i dettagli operativi è possibile consultare la guida ufficiale disponibile su cartaidentita.interno.gov.it/attiva.
A quali servizi si può accedere con la CIE
La Carta d'Identità Elettronica offre accesso a un ampio ventaglio di servizi, sia pubblici che privati, grazie a uno standard di interoperabilità riconosciuto in tutta l'Unione Europea e regolamentato dal sistema eIDAS.
- Servizi della Pubblica Amministrazione: Tutti i portali istituzionali che supportano l'accesso con CIE permettono di autenticarsi con le modalità appena descritte. Sui siti abilitati è presente il pulsante "Entra con CIE" che consente di accedere con credenziali digitali (livello 1 e 2) o tramite lettura fisica del documento (livello 3).
- Procedure di identificazione presso servizi privati: La CIE può semplificare operazioni come la registrazione presso banche, operatori telefonici o strutture ricettive, eliminando la necessità di fornire fotocopie del documento.
- Mobilità e trasporti: Il documento può potenzialmente funzionare come titolo di viaggio dematerializzato, permettendo l'accesso a metropolitane, autobus o servizi di sharing mobility senza dover acquistare abbonamenti cartacei. Questa funzionalità, tuttavia, dipende dall'implementazione da parte dei singoli gestori del trasporto pubblico.
- Accesso a eventi e strutture culturali: In alcuni contesti la CIE può sostituire i biglietti tradizionali per musei, concerti o manifestazioni sportive, velocizzando i controlli all’ingresso.
- Utilizzo in ambito aziendale: Il documento può essere configurato come badge aziendale per gestire l'apertura di porte e la rilevazione delle presenze sul luogo di lavoro, sebbene questa applicazione richieda sistemi specifici implementati dalle singole aziende.
Altri provider SPID gratuiti: le alternative disponibili
Nonostante l'introduzione di tariffe da parte dei principali fornitori, esistono ancora diversi gestori che continuano a offrire il servizio di identità digitale senza costi annuali.
Prima di procedere con l'attivazione è consigliabile verificare i requisiti richiesti da ciascun gestore e le modalità di riconoscimento disponibili.
Ecco l'elenco completo dei provider SPID che attualmente mantengono la gratuità del servizio:
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