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“Paesini”, internet per comunicare arte e appartenenza

30 Agosto 2022
“Paesini”, internet per comunicare arte e appartenenza “Paesini”, internet per comunicare arte e appartenenza

Paesini” prosegue il suo viaggio nell'entroterra materano, a Stigliano, su invito di Pietro Micucci, riportato al suo paese di origine per lavorare in ambito culturale per il proprio territorio, attraverso il progetto Appartengo – Festival internazionale d’arte pubblica, attivo nel coinvolgere i propri abitanti, con opere visive, laboratori e performances.

Il paese, visto da fuori appare bello grande, appoggiato su una montagna a oltre 900 metri d’altitudine, l’aria non è bollente come a valle e il panorama è ampio, sin verso il Mar Ionio.
In realtà è uno di quei centri che subisce lo spopolamento, oggi conta tremilaseicento abitanti, ma che è arrivato in passato ad ospitarne oltre undicimila. Quindi è per i due terzi vuoto. Così Pietro racconta il perché del Festival e del tentativo di coinvolgere i suoi compaesani nel senso di appartenenza e di identità, fissando la memoria sui muri delle case e attraverso performance e opere che richiamino l’identità di questo luogo.

A Stigliano hanno preso vita forme d'arte disparate. La street art è sicuramente quella più immediata, pur raccontando, attraverso l’interpretazione visiva degli artisti invitati nel corso delle edizioni, storie di santi e tradizioni del territorio, legate principalmente alla terra, al valore del lavoro e della giustizia. In particolare il lavoro di Borondo su installazioni temporanee, proprio legate al lavoro dei campi e del grano, come forme di equilibrio sociale, attraverso le tradizioni e l’economia.

Per far sì che la bellezza di questo territorio venga scoperta sempre da più persone il driver principale è internet, che offre strumenti come i social media e il sito web, con i quali è stata creata una vera e propria galleria online. Tutto questo, di conseguenza, aiuta a anche combattere lo spopolamento di questo piccolo borgo.

Dentro il Festival sono incluse storie di persone, come quella delle sorelle Giulia e Filomena Tancredi, cittadine da sempre di Stigliano, che sono diventate un simbolo, perché un esempio della forma di patriarcato che ha prosperato nelle cultura (anche) di questo territorio. Le due sorelle, oggi di ottantatré e ottantaquattro anni, sono state recluse dentro casa per quarant’anni, fino alla morte del padre, nel 1977.

Marta Jovanovic, ospite del Festival, le ha a sua volta ospitate dentro un’opera, chiamata ‘Performance Art Dinner’, dove hanno partecipato come ospiti di una cena per le vie del centro, a tavola insieme ad altre donne. La performance è stata nell’atto del cenare, facendosi servire dagli uomini del paesino.

C'è grande coraggio nel credere in una forma di comunità, imperfetta e dinamica, propria di Pietro e di alcuni suoi compaesani, che utilizzano linguaggi e forme di comunicazione utili a sviluppare un senso critico, generando così cultura che a sua volta crea energia per resistere all’abbandono, inteso come abbandono di un’identità prima che di un territorio.