Chi è Kimi Antonelli: storia e record del fenomeno (italiano) della F1
A soli 19 anni, il pilota bolognese della Mercedes ha già conquistato due vittorie consecutive e la vetta del Mondiale
Ci sono nomi che, nel mondo dello sport, iniziano a circolare molto prima che il grande pubblico li scopra. Quello di Andrea Kimi Antonelli è uno di questi: sussurrato nei paddock delle categorie minori, pronunciato con rispetto crescente nei corridoi della Mercedes, e oggi gridato con entusiasmo da milioni di tifosi in tutto il mondo. Perché quello che il diciannovenne bolognese sta facendo nella stagione 2026 di Formula 1 non è semplicemente impressionante: è storico.
Con due trionfi nelle prime tre gare dell'anno — in Cina e in Giappone — Antonelli è diventato il più giovane pilota di sempre a guidare la classifica del Mondiale, un primato che apparteneva in precedenza a Lewis Hamilton. Ma i numeri, per quanto straordinari, raccontano solo una parte della storia. Per capire davvero chi è Kimi Antonelli bisogna partire dall'inizio, da Bologna, da una famiglia che respira asfalto e adrenalina, e da un percorso sportivo che ha bruciato ogni tappa con una naturalezza quasi irreale.
- DATA DI NASCITA: 25 agosto 2006
- NAZIONALITÀ: Italiana
- TEAM: Mercedes-AMG PETRONAS F1
- NUMERO DI GARA: 12
- GP DISPUTATI: 26
- VITTORIE: 2
- PODI: 5
- PUNTI IN CARRIERA: 197
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Cresciuto tra circuiti e officine: le origini del predestinato
Per Andrea Kimi Antonelli, le corse non sono mai state un sogno lontano: sono state la sua quotidianità fin da bambino. Suo padre Marco è infatti un ex pilota professionista e fondatore dell'AKM Motorsport, una scuderia impegnata in diversi campionati di Gran Turismo. In pratica, Kimi è cresciuto tra box e circuiti, respirando l'odore della gomma bruciata prima ancora di imparare a leggere.
A sette anni sale su un kart per la prima volta con il team del padre. A nove anni arriva il primo titolo. Da lì in poi, la sua traiettoria è stata una linea retta verso l'alto: due campionati europei nella categoria OK nel 2020 e nel 2021, e una serie di vittorie in ogni serie nella quale si è presentato.
Mamma Veronica, intanto, ha rappresentato il contrappeso necessario: ha insistito perché Kimi non perdesse di vista la scuola, il diploma, la normalità. Un equilibrio complicato, ma che ha funzionato: tra una qualifica e l'altra, il ragazzo si è diplomato all'Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, indirizzo Relazioni Internazionali e Marketing. Libri e volanti, compiti e telemetria.
Dai kart alla Formula 2: una scalata senza precedenti
La carriera nelle categorie junior di Antonelli è una sequenza di risultati che farebbe girare la testa a chiunque. Nel 2022, al suo primo anno completo in monoposto, domina sia il campionato italiano sia quello tedesco di Formula 4, collezionando 22 successi su 35 gare disputate. L'anno seguente conquista sia la Formula Regional Middle East che la Formula Regional Europea, con una rimonta leggendaria a Zandvoort sotto la pioggia, partendo dall'ottava posizione e tagliando il traguardo con oltre dieci secondi di margine su tutti.
Quattro titoli in quattro campionati diversi, in appena due stagioni. A quel punto la Mercedes decide di accelerare ulteriormente il suo percorso: nel 2024 lo promuove direttamente in Formula 2 con il team Prema, saltando completamente la Formula 3. Una scelta coraggiosa che testimonia quanta fiducia il team di Brackley nutrisse (e nutra) nel suo talento. La stagione non è semplice — chiude al sesto posto in classifica — ma porta a casa due vittorie pesanti, una a Silverstone sotto la pioggia e l'altra all'Hungaroring rimontando dalla settima posizione.
Il segnale è chiaro: Antonelli è pronto per il grande salto.
L'esordio in Formula 1 e una stagione da rookie d'élite
Il debutto assoluto in una monoposto di F1 avviene il 30 agosto 2024, durante le prove libere del Gran Premio d'Italia a Monza. Una presentazione casalinga, accompagnata dall'annuncio ufficiale: dal 2025, Kimi sarà il pilota titolare della Mercedes al fianco di George Russell, raccogliendo il volante lasciato libero da Lewis Hamilton, trasferitosi alla Ferrari.
A Melbourne, nella prima gara della stagione 2025, Antonelli parte dalla sedicesima posizione e chiude quarto, andando subito a punti. A poco più di 18 anni, diventa il secondo più giovane di sempre a riuscirci dopo Max Verstappen e il debuttante italiano con il miglior risultato dai tempi di Ignazio Giunti nel 1970.
La stagione prosegue in crescendo: tre podi (Canada, Brasile e Las Vegas), un settimo posto finale nel Mondiale con 150 punti e il ruolo di pilastro nella rincorsa della Mercedes al secondo posto nel campionato Costruttori. Il risultato più significativo arriva in Brasile, sotto il diluvio, con un secondo posto che mette in mostra una maturità di guida decisamente insolita per un ragazzo della sua età.
Il 2026, la Cina, il Giappone e la storia riscritta
Se il 2025 era stato il prologo, il 2026 è il capitolo in cui Antonelli inizia a scrivere la sua leggenda. Al Gran Premio di Cina, sul circuito di Shanghai, conquista la pole position — diventando il più giovane pilota nella storia della Formula 1 a riuscirci, superando il record che apparteneva a Sebastian Vettel dal 2008 — e poi domina la gara dal primo all'ultimo giro, resistendo alla pressione del compagno Russell e delle due Ferrari. Sul podio, le telecamere lo inquadrano con gli occhi lucidi: quelle immagini fanno il giro del mondo.
Due settimane dopo, a Suzuka, in Giappone, arriva la conferma. Nonostante una partenza difficile, Antonelli sfrutta l'ingresso della safety car per una sosta strategica che cambia le sorti della corsa. Risale fino alla testa della gara e domina il finale con la sicurezza di un veterano.
Il risultato è molto più di una semplice doppietta: con due vittorie consecutive, Kimi diventa il primo teenager della storia a vincere più di un Gran Premio di Formula 1. L'ultimo italiano a imporsi per due gare di fila era stato Alberto Ascari, addirittura tra il 1952 e il 1953. In pratica, un digiuno che durava da oltre settant'anni.
A 19 anni e 216 giorni, Antonelli sale in cima alla classifica del Mondiale, strappando inoltre il primato di "più giovane leader" proprio a Hamilton. E l'ultimo italiano a guidare la classifica iridata? Giancarlo Fisichella, nel 2005, quando il nuovo asso della Mercedes non era ancora nato.
Il numero 12, Senna e il rituale prima della gara
Ogni campione ha i suoi simboli e Kimi non fa eccezione. Il numero 12 che porta sulla fiancata della sua Mercedes non è casuale: è un omaggio diretto ad Ayrton Senna, il pilota che considera il suo punto di riferimento assoluto. Senna utilizzò quel numero durante la sua ascesa con la Lotus e nella memorabile stagione 1988 con la McLaren. Antonelli lo ha scelto fin dalle categorie minori e lo ha portato con sé in ogni serie, fino alla Formula 1.
Prima di ogni gara, Kimi segue un rituale ben preciso: si isola dal caos del paddock con le cuffie e ascolta Can't Hold Us di Macklemore, un brano dal ritmo travolgente che lo aiuta a entrare in pista con la giusta concentrazione.

Curiosità: la patente, il secondo nome e quella comparsa al cinema
La storia di Antonelli è piena di dettagli personali che ne arricchiscono il ritratto. A partire dal più paradossale: ha guidato una monoposto di Formula 1 prima ancora di avere la patente. Ha infatti superato l’esame di guida solo poche settimane prima del debutto ufficiale a Melbourne nel 2025: ha raccontato di essersi sentito più nervoso durante la prova di parcheggio che in una sessione di qualifiche a trecento all'ora.
Poi c'è il nome: molti pensano che "Kimi" sia un tributo al finlandese Räikkönen, l'ex pilota della Ferrari. In realtà è semplicemente il suo secondo nome all'anagrafe, suggerito da un amico di famiglia di suo padre, perché si abbinava bene con Andrea e con il cognome Antonelli. Una coincidenza fortunata.
Nel 2016, a soli dieci anni, Kimi ha fatto una breve apparizione nel film Veloce come il vento di Matteo Rovere, con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis: una pellicola ambientata nel mondo delle corse che, a ripensarci oggi, appare quasi profetica.
Cosa aspettarsi dal resto della stagione
La pausa forzata del calendario — dovuta alla cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita — concede ad Antonelli almeno un mese al comando della classifica prima di tornare in pista. Un'opportunità per riposare, analizzare i dati e lavorare su quei dettagli, come le partenze dalla griglia, che lui stesso ha indicato come da migliorare.
La domanda che tutti si pongono è inevitabile: può un diciannovenne reggere la pressione di un intero Mondiale? I segnali finora sono più che incoraggianti. La gestione delle gomme, la lucidità nelle fasi decisive e la capacità di leggere la gara suggeriscono una maturità che va ben oltre l'età anagrafica. La Mercedes, che ha investito su di lui fin dal 2019 sotto la guida di Toto Wolff, sembra aver trovato il pilota attorno al quale costruire il proprio futuro.
Kimi Antonelli ha solo 19 anni e un'intera stagione davanti. Ma il modo in cui ha iniziato suggerisce che questa sia solo lo straordinario incipit di un racconto destinato a durare molto a lungo (e a entrare nella storia).
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