Dove vedere i Mondiali di calcio 2026 (e 5 buoni motivi per guardarli anche senza l’Italia)
DAZN trasmetterà tutte le 104 partite della Coppa del Mondo 2026, mentre la Rai ne offrirà 35 in chiaro: guida completa tra piattaforme, squadre e protagonisti.
I Mondiali 2026 segnano una vera svolta nella storia del calcio. Il passaggio a 48 squadre e a 104 partite rende il torneo più lungo, più intenso e ancora più globalizzato. A fare da cornice saranno Stati Uniti, Canada e Messico, per la prima edizione organizzata da tre Paesi insieme.
Per il pubblico italiano il contesto è particolare. L’assenza della Nazionale pesa, ma allo stesso tempo apre a un modo diverso di vivere il torneo. Senza gli azzurri da sostenere, potrebbe emergere ancora di più il valore tecnico, narrativo e spettacolare della competizione.
Dove vedere i Mondiali di calcio 2026 in streaming
La piattaforma principale sarà DAZN, che trasmetterà tutte le 104 partite del torneo. Questo significa poter seguire l’intero percorso del Mondiale senza interruzioni, dalla fase a gironi fino alla finale.
In un’edizione così ampia, avere accesso a tutte le partite diventa fondamentale. Non solo per le sfide tra le grandi, ma anche per non perdersi quei percorsi inattesi che spesso catturano l’attenzione anche più delle big.
Il fischio di inizio sarà l’11 giugno con l’esordio del girone A: in campo troveremo il Messico, che affronterà il Sudafrica, e poi la Corea del Sud contro la Repubblica Ceca.
Come vedere i Mondiali di calcio 2026 in TV e streaming
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Le partite dei Mondiali di calcio 2026 trasmesse in chiaro
Una parte significativa del torneo sarà visibile gratuitamente grazie alla Rai, che trasmetterà 35 partite in chiaro.
Si tratta di una selezione che includerà i momenti più importanti del torneo, tra cui la partita inaugurale, alcune gare della fase a gironi particolarmente rilevanti e tutta la fase finale fino al match che assegna il trofeo.
Le partite saranno disponibili anche in streaming su RaiPlay, rendendo accessibile il Mondiale anche senza abbonamenti.
Le nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio 2026
Il Mondiale 2026 sarà il più inclusivo di sempre. Le 48 squadre qualificate disegnano una mappa del calcio globale che va ben oltre i soliti equilibri.
Ai Paesi ospitanti — Canada, Stati Uniti e Messico — si affiancano le grandi potenze europee come Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda e Croazia, insieme a nazionali solide come Svizzera, Austria, Norvegia, Scozia, Svezia, Turchia, Repubblica Ceca e Bosnia.
Dal Sud America arrivano Argentina, Brasile, Uruguay, Colombia, Ecuador e Paraguay, mentre l’Africa si presenta con Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Ghana, Senegal, Costa d’Avorio, Capo Verde, Sudafrica e Repubblica Democratica del Congo.
L’Asia e l’Oceania portano Giappone, Corea del Sud, Iran, Uzbekistan, Giordania, Arabia Saudita, Iraq, Australia, Qatar e Nuova Zelanda. Chiudono il quadro Panama, Haiti e Curaçao, a conferma di un torneo più aperto e meno prevedibile rispetto al passato.
L’Italia sarà ripescata ai Mondiali di calcio 2026?
Nelle ultime settimane il tema del ripescaggio azzurro ha smesso di essere una semplice suggestione per diventare un caso politico-diplomatico a tutti gli effetti.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Paolo Zampolli — imprenditore milanese, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti e figura da tempo legata a Donald Trump — avrebbe suggerito sia a Trump sia al presidente della FIFA, Gianni Infantino, di sostituire l'Iran con l'Italia nel tabellone del Mondiale. “Con quattro titoli mondiali, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l'inclusione”, ha spiegato. Ma il dibattito ha assunto sfumature politiche: l'iniziativa sarebbe parte di uno sforzo per riparare i rapporti tra Trump e la premier Giorgia Meloni, incrinati dopo le polemiche del presidente americano nei confronti di Papa Leone XIV a causa delle sue posizioni sulla guerra in Medio Oriente.
L'appiglio normativo esiste: l'articolo 6.7 del regolamento FIFA prevede che, in caso di ritiro o esclusione di una federazione, la FIFA possa sostituirla con un'altra a propria esclusiva discrezione. Ma non bisogna farsi troppe illusioni, dal momento che il margine è estremamente ridotto: l'orientamento consolidato è quello di assegnare il posto vacante a una nazionale proveniente dalla stessa confederazione dell'esclusa — in questo caso quella asiatica — e non a una squadra di un'altra area geografica come l'Italia.
Sul fronte iraniano, la situazione è da tempo in bilico. Il ministro dello Sport Ahmad Donyamali aveva lasciato aperta la questione legando la partecipazione a determinate garanzie di sicurezza (ricordiamo che la competizione si disputerà anche negli Stati Uniti). Nelle ultime ore, però, la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che tutti i preparativi necessari sono stati predisposti: l'Iran parteciperà. Parole che, di fatto, sembrano chiudere ogni spiraglio agli azzurri.
Resta comunque uno scenario alternativo, quello di un super playoff: secondo indiscrezioni rilanciate da The Athletic, la FIFA starebbe valutando un mini-torneo tra le nazionali escluse per assegnare eventualmente l'ultimo posto disponibile (una soluzione già adottata nel Mondiale per Club).
Per ora, però, la speranza azzurra resta più un caso mediatico che una prospettiva concreta.

5 buoni motivi per guardare i Mondiali 2026 (anche senza l’Italia)
L'assenza degli Azzurri pesa, inutile negarlo. Ma un Mondiale con 48 squadre, tre Paesi ospitanti e 104 partite offre più di qualche ragione per restare davanti allo schermo. Eccone cinque.
Gli italiani in panchina: un altro modo di sentirsi coinvolti
Seguire un Mondiale senza l’Italia è sempre complicato, ma in questa edizione il legame con il Bel paese non si interromperà del tutto, spostandosi dalla maglia alla panchina.
Vincenzo Montella guiderà infatti una Turchia tornata al Mondiale con entusiasmo e talento. Carlo Ancelotti sarà invece alla guida del Brasile, con l’obiettivo di riportare la Seleção al successo. Fabio Cannavaro, infine, accompagnerà l’Uzbekistan nella sua prima storica partecipazione.
Le outsider che possono cambiare il torneo
Con 48 squadre in gioco, il Mondiale diventa ancora più imprevedibile. Le differenze tra le nazionali si assottigliano e aumentano le possibilità di vedere risultati sorprendenti.
Il Marocco arriva alla competizione con una rinnovata credibilità internazionale, dopo essere già stata una delle squadre rivelazione negli scorsi Mondiali. La Norvegia è in crescita costante: lo sa bene l’Italia, che ha incontrato due volte i norvegesi, perdendo rovinosamente contro Haaland e compagni.
Gli Stati Uniti potranno sfruttare il fattore campo, con lo juventino Mckennie e l’ex bianconero Weah. Anche Senegal, Colombia e Giappone sono squadre che, negli ultimi anni, hanno dimostrato di poter competere con chiunque.
I giovani talenti da seguire ai Mondiali 2026
Il Mondiale è da sempre il luogo in cui nascono le stelle del futuro. Anche nel 2026 non mancheranno i giovani protagonisti pronti a prendersi la scena:
- Pau Cubarsí è già un riferimento difensivo del FC Barcelona e rappresenta il presente e il futuro della Spagna.
- Franco Mastantuono, talento del Real Madrid CF, è uno dei nomi più intriganti dell’Argentina.
- Estêvão, oggi al Chelsea FC, porta qualità e imprevedibilità nel Brasile.
- Accanto a loro c’è Lamine Yamal, già simbolo del FC Barcelona e tra i volti più attesi dell’intero torneo.
Le leggende all’ultimo Mondiale
Accanto ai giovani, ci saranno campioni che potrebbero vivere la loro ultima Coppa del Mondo.
Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Luka Modrić rappresentano una generazione che ha segnato un’epoca.
Guardare questo Mondiale significherà anche assistere al loro ultimo capitolo su questo palcoscenico.
Le nuove regole che cambieranno il ritmo delle partite
I Mondiali 2026 saranno anche il primo grande banco di prova per una serie di modifiche regolamentari pensate per incidere su uno dei problemi storici del calcio moderno: le interruzioni continue e le perdite di tempo.
Una delle novità più evidenti riguarda la gestione delle riprese di gioco. Portieri e giocatori avranno 8 secondi complessivi per effettuare rinvii dal fondo e rimesse laterali: i primi 3 secondi “liberi” e poi un countdown visibile degli ultimi 5. Se il tempo viene superato, scatterà automaticamente una sanzione tecnica, come la concessione di un calcio d’angolo agli avversari o l’inversione della rimessa. È un cambiamento molto importante, che punta a eliminare le pause strategiche e a rendere il gioco più continuo.
Anche la gestione degli infortuni cambia in modo significativo. Se un giocatore richiede l’intervento dello staff medico per più di 8 secondi, sarà costretto a uscire dal campo per almeno 60 secondi prima di poter rientrare. L’obiettivo è scoraggiare le simulazioni e ridurre le interruzioni non necessarie.
Un’altra modifica riguarda le sostituzioni. Dal momento in cui il cambio viene segnalato sul tabellone luminoso, la squadra avrà 10 secondi per completarlo. In caso contrario, il giocatore non ancora sostituito dovrà attendere la successiva interruzione, lasciando temporaneamente la squadra in inferiorità numerica.
Infine, anche il VAR diventa più incisivo. Sarà possibile intervenire per rivedere episodi legati al secondo cartellino giallo che porta all’espulsione e correggere errori evidenti su situazioni decisive, come un calcio d’angolo assegnato in modo errato da cui nasce un gol.
Domande? Abbiamo le risposte.
Dove si svolgeranno i mondiali di calcio nel 2026?
I Mondiali di calcio del 2026 si svolgeranno in tre Paesi del Nord America: Stati Uniti, Canada e Messico. Sarà la prima edizione della storia organizzata da tre nazioni insieme e anche la prima con 48 squadre partecipanti.
L'Italia parteciperà ai Mondiali del 2026?
L’Italia, al momento, non risulta qualificata ai Mondiali 2026. Le qualificazioni UEFA sono state molto complicate e varie fonti riportano che gli Azzurri hanno mancato l’accesso diretto, dovendo passare dagli spareggi.
Chi si è qualificato per i Mondiali 2026?
Le squadre già qualificate ai Mondiali 2026 includono, tra le altre:
- Argentina
- Brasile
- Francia
- Germania
- Spagna
- Inghilterra
- Portogallo
- Giappone
- Corea del Sud
- Marocco
- Stati Uniti
- Canada
- Messico
e molte altre nazionali provenienti da Europa, Sud America, Africa, Asia e Oceania.