GP Italia MotoGP 2026: dove vederlo in streaming e in TV
Il Mondiale torna in Toscana per uno degli appuntamenti più amati del calendario
Il Gran Premio d'Italia di MotoGP è molto più di una gara: è un rito collettivo per ogni appassionato di motociclismo. L'Autodromo del Mugello, incastonato tra le colline toscane a pochi chilometri da Firenze, ospita dal 29 al 31 maggio 2026 l'ottavo round del Mondiale, su un tracciato che da oltre trent'anni rappresenta il cuore pulsante del motociclismo italiano.
Velocità estreme sul rettilineo più lungo del campionato, curve che premiano il coraggio e un pubblico tra i più calorosi al mondo: il Mugello è il palcoscenico perfetto per una stagione che si sta rivelando sorprendente e combattuta come poche altre.
- DATE: 29-31 maggio 2026
- ORARIO: Domenica 31 maggio (orario da confermare)
- CANALE: NOW TV/Sky Sport MotoGP (canale 208)
- LUOGO:
Autodromo Internazionale del Mugello, Scarperia e San Piero (Firenze), Italia
Nelle prossime sezioni troverai tutte le informazioni su come seguire la gara in diretta e in streaming, la storia e le caratteristiche tecniche di uno dei circuiti più esigenti al mondo, il calendario delle tappe successive e un punto sulla stagione in corso.
Il Mugello: storia e leggenda del tempio del motociclismo italiano
La tradizione motoristica del Mugello precede di molto il circuito che conosciamo oggi. Già negli anni Venti del Novecento, le strade montuose della valle toscana ospitavano competizioni su un tracciato stradale di circa 66 chilometri, abbandonato definitivamente nel 1970 per ragioni di sicurezza. L'impianto permanente è stato inaugurato nel 1974 ed è stato progettato per garantire la sicurezza di piloti e pubblico, senza rinunciare alla spettacolarità.
Un passaggio fondamentale è arrivato nel 1988, quando la Ferrari ha acquisito la struttura, investendo risorse importanti per trasformarla in un centro di eccellenza per il motorsport. Da quel momento, il Mugello è diventato non solo il teatro dei test della Rossa di Maranello, ma anche una delle sedi più prestigiose del calendario motociclistico mondiale.
Il primo Gran Premio iridato al Mugello risale al 1976, ma è dal 1991 che il circuito toscano è entrato stabilmente nel Mondiale, diventandone un appuntamento irrinunciabile. Su questo asfalto hanno scritto pagine memorabili campioni come Michael Doohan, dominatore assoluto negli anni Novanta. Poi sono arrivate le rivalità tutte italiane tra Valentino Rossi, Max Biaggi e Loris Capirossi. Rossi, in particolare, ha costruito al Mugello una vera e propria epopea personale, con 7 successi consecutivi nella classe regina che restano un primato difficilmente eguagliabile.
Nel 2020 il circuito ha vissuto anche un momento storico per le quattro ruote, ospitando il Gran Premio di Toscana di Formula 1 in un calendario eccezionalmente rimodulato a causa della pandemia. La gara ha coinciso con il millesimo Gran Premio della Ferrari, aggiungendo un ulteriore capitolo alla storia di un impianto che non smette di rinnovarsi pur conservando intatta la propria identità.
Un tracciato che non concede nulla: le caratteristiche tecniche del Mugello
Il circuito del Mugello si estende per 5.245 metri con una larghezza di 14 metri e un disegno che alterna quindici curve — sei a sinistra e nove a destra — a cambi di quota costanti e un rettilineo principale di 1.141 metri, il più lungo dell'intero campionato. È proprio in fondo a questo rettilineo che si registrano le velocità più alte della stagione: oltre 360 km/h, un dato che rende l'idea della violenza con cui i piloti arrivano alla staccata della prima curva.
San Donato, la curva che apre il giro, è il punto di sorpasso principale. I piloti decelerano da velocità estreme fino a circa 89 km/h in poco più di cinque secondi, coprendo oltre 300 metri di frenata. È un momento in cui coraggio e precisione si fondono, dove spesso si decidono le sorti delle battaglie in pista.
Dopo San Donato il tracciato sale attraverso Luco e Poggio Secco, per poi affrontare il complesso Materassi-Borgo San Lorenzo, una sequenza tecnica che richiede stabilità assoluta della moto. Ma il cuore del Mugello batte tra Casanova e Savelli: due curve veloci in discesa, una a destra e una a sinistra, dove il bilanciamento della moto viene messo alla prova come in nessun altro circuito. Chi le affronta bene guadagna decimi preziosi; chi sbaglia paga un prezzo altissimo.
La sequenza dell'Arrabbiata 1 e 2 è altrettanto celebre. Due curve a destra, in salit,a percorse a velocità sostenuta, tra le più impegnative e spettacolari del Mondiale: si percorrono a gas aperto, affidandosi completamente alla tenuta della moto e alla precisione della traiettoria impostata. Il giro si completa con il complesso Scarperia-Palagio, la discesa del Correntaio, le veloci Biondetti e infine Bucine, l'ultima curva a sinistra prima del lunghissimo rettilineo, fondamentale per impostare l'uscita e sfruttare al massimo la potenza.
I numeri del Mugello raccontano bene la sua natura estrema: il giro più veloce in assoluto appartiene a Francesco ‘Pecco’ Bagnaia, che nel 2023 ha fermato il cronometro sull'1'44"855, mentre il record di velocità di punta è di Fabio Di Giannantonio, sempre nel 2023, con 363,6 km/h.
Dove vedere il GP d'Italia MotoGP 2026 in streaming e in TV
Per seguire ogni istante del weekend del Mugello, la diretta esclusiva è affidata a Sky Sport MotoGP (canale 208), che garantisce la copertura integrale di prove libere, qualifiche, Sprint Race e gara della domenica, oltre a studi di approfondimento, analisi tecniche e interviste ai protagonisti. Per ogni round, la programmazione in diretta supera le trenta ore complessive, offrendo un racconto completo dell'intero fine settimana.
Chi preferisce seguire la gara in streaming può accedere a tutti i contenuti tramite NOW, la piattaforma proprietaria di Sky, compatibile con smartphone, tablet, smart TV e computer. Per chi non dispone di un abbonamento attivo, qualifiche e gara saranno disponibili gratuitamente (ma in differita) su TV8, visibile anche in streaming sul sito ufficiale tv8.it.
Se vuoi saperne di più su come seguire l'intera stagione del Motomondiale, con tutte le opzioni di visione anche per Moto2 e Moto3, trovi tutto nella nostra guida dedicata alla MotoGP in streaming.

Il calendario MotoGP 2026 dopo il Mugello
Il Gran Premio d'Italia rappresenta l'ottava tappa di una stagione lunghissima e articolata, con ventidue appuntamenti distribuiti tra quattro continenti. Dopo il weekend toscano, il Mondiale proseguirà con una fitta serie di tappe europee prima della pausa estiva. Ecco le date successive al Mugello:
- 5-7 giugno – Balaton Park, Ungheria
- 19-21 giugno – Brno, Repubblica Ceca
- 26-28 giugno – Assen, Paesi Bassi
- 10-12 luglio – Sachsenring, Germania
- 7-9 agosto – Silverstone, Gran Bretagna
- 28-30 agosto – Motorland Aragón, Spagna
- 11-13 settembre – Misano, Italia
- 18-20 settembre – Spielberg, Austria
- 2-4 ottobre – Motegi, Giappone
- 9-11 ottobre – Mandalika, Indonesia
- 23-25 ottobre – Phillip Island, Australia
- 30 ottobre-1 novembre – Sepang, Malesia
- 13-15 novembre – Portimão, Portogallo
- 20-22 novembre – Valencia, Spagna
Ogni weekend prevede sia la Sprint Race del sabato sia la gara lunga della domenica, per un totale di quarantaquattro competizioni nell'arco della stagione: un format che rende ogni singolo round decisivo per gli equilibri del campionato.
Una stagione tutta da vivere
Il Mondiale MotoGP 2026 ha saputo rimescolare le carte fin dalle prime gare. L'Aprilia si è presentata come la grande novità della stagione, con Marco Bezzecchi protagonista di un avvio straordinario, e con il campione in carica, Jorge Martín, in forma smagliante. Il team di Noale, rafforzato anche dal contributo della scuderia satellite Trackhouse con Raúl Fernández e il debuttante Ai Ogura, arriva al Mugello con le credenziali di punto di riferimento del campionato.
Tra i volti nuovi della stagione si è ben presto inserito Pedro Acosta, capace in sella alla KTM di insinuarsi subito nel gruppo dei migliori, nonostante una naturale fase di adattamento alla classe regina.
La Ducati factory, attesa alla vigilia come dominatrice, è alla ricerca di continuità di risultati con un binomio di piloti di indubbio talento come Márquez e Bagnaia: pur restando competitiva la Desmosedici ha visto quest’anno assottigliarsi il margine tecnico rispetto al passato.
Più indietro, Yamaha e Honda continuano una ricostruzione che richiederà ancora tempo, mentre realtà come il team VR46 confermano una crescita strutturale che le rende protagoniste stabili della competizione.
Con oltre tre quarti di stagione ancora da disputare, i valori in campo sono tutt'altro che definiti: il Mugello potrebbe essere il palcoscenico perfetto per conferme, riscatti e nuovi colpi di scena.