Dove vedere il Nations Championship 2026 di rugby in TV e streaming

30 giugno 2026 di
Dove vedere il Nations Championship 2026 di rugby in TV e streaming
Sofia Tognoni

Dove vedere il Nations Championship 2026 di rugby in TV e streaming: programma e orari

Debutta il nuovo torneo che mette di fronte le 12 nazionali più forti del mondo: l'Italia di Quesada debutta il 4 luglio in Giappone

Il rugby internazionale entra in una nuova era. A luglio 2026 prende il via il Nations Championship, la competizione che riunisce per la prima volta in un unico torneo le squadre del Sei Nazioni e quelle del Rugby Championship, insieme a Giappone e Fiji. Un torneo a cadenza biennale, pensato per dare struttura e maggior peso specifico ai cosiddetti test match di luglio e novembre, che fino a oggi erano vissuti come una sorta di amichevoli scollegate tra loro.

Per gli appassionati italiani l'appuntamento è doppiamente atteso: gli Azzurri di Gonzalo Quesada sono inseriti nel girone dell'emisfero nord e affronteranno, nei primi tre turni, una trasferta complicata tra Giappone, Nuova Zelanda e Australia, prima di ospitare in autunno Sudafrica, Argentina e Fiji.

  • DATE: dal 4 luglio al 29 novembre 2026
  • PRIMA PARTITA ITALIA: sabato 4 luglio, Giappone v Italia (Tokyo)
  • CANALE TV: Sky Sport Arena (canale 204)
  • STREAMING: Sky Go e NOW
  • FINALS WEEKEND: 27-29 novembre 2026, Allianz Stadium, Londra

Nei prossimi paragrafi trovi tutte le informazioni su come seguire le partite in diretta, il funzionamento del nuovo formato, il calendario completo dell'Italia, i convocati di Quesada e lo stato di forma della Nazionale, reduce da un Sei Nazioni a tratti esaltante, a tratti deludente.

Dove vedere il Nations Championship in streaming e in TV

L'intera competizione è trasmessa in esclusiva da Sky, che ha acquisito i diritti sia per la finestra estiva sia per quella autunnale. Il canale di riferimento è Sky Sport Arena (canale 204), dove saranno trasmesse tutte le partite della Nazionale italiana e gli incontri di cartello tra le altre big mondiali.

Per chi preferisce la fruizione in mobilità, gli abbonati al pacchetto Sky Sport possono seguire le gare in diretta streaming tramite l'app Sky Go, disponibile su smartphone, tablet e computer. In alternativa, NOW consente di acquistare il pass sportivo senza vincoli di lungo termine, scegliendo formule mensili pensate proprio per chi vuole seguire singoli eventi o periodi specifici della stagione.

Come vedere il Nations Championship in Streaming

  • Abbonamento piattaforme: per accedere a NOW TV e Sky GO è necessario sottoscrivere un abbonamento.
  • Connessione internet: per lo streaming è consigliata una connessione stabile e veloce.


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Cos'è il Nations Championship e perché è una rivoluzione

Il Nations Championship nasce dall'accordo tra Six Nations Rugby e SANZAAR, le due organizzazioni che gestiscono le principali competizioni internazionali dei rispettivi emisferi. L'obiettivo dichiarato è trasformare le finestre internazionali di luglio e novembre in un torneo strutturato, con tanto di classifica, posta in palio e uno spettacolare torneo finale.

Si gioca ogni due anni, in alternanza con la Rugby World Cup, e mette in campo le dodici nazionali considerate al vertice del rugby mondiale: quelle del Sei Nazioni (Italia, Inghilterra, Francia, Irlanda, Galles, Scozia), le quattro del Rugby Championship (Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica) e due squadre invitate dall'area Asia-Pacifico (Giappone e Fiji).

Come funziona il torneo

Le dodici squadre sono divise in due gruppi da sei, uno per emisfero. Ogni nazionale gioca sei partite di girone, tutte contro avversarie dell'altro emisfero: tre in casa, tre in trasferta.

La struttura è la seguente:

  • Southern Series (4-18 luglio 2026): le sei europee viaggiano nell'emisfero sud per disputare tre incontri consecutivi contro le squadre del Rugby Championship, Giappone e Fiji.
  • Northern Series (6-21 novembre 2026): la situazione si capovolge, con le formazioni dell'emisfero sud che fanno tappa in Europa per i tre match di ritorno.
  • Finals Weekend (27-29 novembre 2026): all'Allianz Stadium di Twickenham, a Londra, vanno in scena sei sfide, sulla base della classifica dei due gironi. La prima dell'emisfero nord affronta la prima dell'emisfero sud nella gran finale per il titolo, la seconda contro la seconda e così via fino alla sesta contro la sesta.

Come si assegnano i punti

Il punteggio segue le regole del rugby moderno: 4 punti per la vittoria, 2 per il pareggio, 0 per la sconfitta, con i classici bonus offensivo (4 mete segnate) e difensivo (sconfitta con uno scarto inferiore o uguale a 7 punti).

Nelle sfide del Finals Weekend, in caso di parità al termine dei tempi regolamentari si gioca un supplementare di 10 minuti con la regola del Golden Point: vince la squadra che marca per prima, in qualsiasi modo (meta, calcio piazzato o drop). Se nessuna delle due segna, il match si chiude in pareggio. Nella finalissima, il supplementare è più lungo: si giocano due tempi da 10 minuti (sempre con la regola del Golden Point), per un totale di 20 minuti aggiuntivi. Se anche dopo il prolungamento il punteggio resta in parità, si decide tutto ai calci piazzati.

Accanto alla gara per assegnare il titolo, nel Finals Weekend c'è anche un’ulteriore classifica per assegnare un secondo trofeo in palio: la Hemisphere Challenge, ovvero la sfida tra emisferi. Funziona così: in totale sono in palio sette punti, distribuiti sulle sei partite del weekend. Ognuna delle cinque sfide "minori" (dalla sesta contro sesta fino alla seconda contro seconda) vale un punto per l'emisfero della squadra vincente; la gran finale (prima contro prima) ne vale invece due. Il primo emisfero che arriva a quattro punti viene incoronato vincitore della Hemisphere Challenge ed è di fatto considerato il "miglior emisfero" dell'edizione.

Nel 2026, per questa prima edizione, non sono previste retrocessioni: una scelta che lascia spazio alle squadre per ambientarsi al nuovo formato senza penalizzazioni immediate.

Dove vedere il Nations Championship 2026 di rugby in streaming

Il calendario dell'Italia al Nations Championship 2026

Gli Azzurri affrontano un calendario di assoluto livello, con tre trasferte intercontinentali a luglio e tre gare casalinghe sparse sul territorio nazionale a novembre.

Finestra estiva (luglio 2026):

  • Sabato 4 luglio – Giappone v Italia – Tokyo, Chichibunomiya Stadium
  • Sabato 11 luglio – Nuova Zelanda v Italia – Wellington, Sky Stadium
  • Sabato 18 luglio – Australia v Italia – Perth, HBF Park

Finestra autunnale (novembre 2026):

  • Italia v Sudafrica – Torino
  • Italia v Argentina – Genova
  • Italia v Fiji – Udine

A chiudere il quadro, il Finals Weekend del 27-29 novembre a Londra, dove gli Azzurri saranno chiamati a giocarsi una delle sei sfide incrociate in base alla posizione raggiunta nel proprio gruppo.

I convocati di Quesada per il raduno di Treviso

In vista della partenza per Tokyo, il CT Gonzalo Quesada ha definito un percorso di avvicinamento articolato in tre raduni: Parma (4-5 giugno), Treviso (11-12 giugno) e infine L'Aquila (18-25 giugno), con partenza per il Giappone fissata per il 25 giugno. La rosa ufficiale per il torneo sarà confermata al termine del ritiro abruzzese.

Per il secondo raduno, quello di Treviso, sono stati già convocati 28 giocatori più 2 invitati, con l'aggiunta dei profili che militano all'estero e hanno concluso la stagione con i rispettivi club. Un'ulteriore novità riguarda lo staff tecnico: a Treviso entra ufficialmente nel gruppo anche Sergio Parisse, che affiancherà Quesada nel lavoro con la squadra.

Ecco la lista completa dei convocati:

Avanti

Matteo Canali (Zebre), Lorenzo Cannone (Benetton), Niccolò Cannone (Benetton), Tommaso Di Bartolomeo (Zebre), Riccardo Favretto (Benetton), Muhamed Hasa (Zebre), Michele Lamaro (Benetton), Samuele Locatelli (Zebre), Gianmarco Lucchesi (Toulon), Giulio Marini (Benetton), Ion Neculai (Zebre), Matteo Nocera (Zebre), David Odiase (Zebre), Alessandro Ortombina (Zebre), Federico Ruzza (Benetton), Mirco Spagnolo (Benetton), Giosuè Zilocchi (Benetton).

Trequarti

Giulio Bertaccini (Zebre), Giacomo Da Re (Zebre), Malik Faissal (Zebre), Alessandro Fusco (Zebre), Alessandro Garbisi (Benetton), Paolo Garbisi (Toulon), Louis Lynagh (Benetton), Leonardo Marin (Benetton), Tommaso Menoncello (Benetton), Paolo Odogwu (Benetton), Lorenzo Pani (Zebre).

Invitati

Ivan Nemer (Benetton), Nicholas Gasperini (Benetton).

I giocatori da seguire

Il leader della manovra resta Paolo Garbisi, regista del gioco e principale fonte di punti al piede. Accanto a lui, Tommaso Menoncello è ormai uno dei centri più completi del panorama europeo e rappresenta il giocatore-chiave per il confronto fisico con le difese dell'emisfero sud. Il capitano Michele Lamaro è il riferimento difensivo e l'uomo che tiene insieme il gruppo nei momenti complessi.

Nel pacchetto degli avanti, il lavoro sporco è affidato all'asse formato da Lorenzo e Niccolò Cannone, Federico Ruzza e Gianmarco Lucchesi. Tra i trequarti, da monitorare la crescita di Louis Lynagh, Lorenzo Pani, Paolo Odogwu e Leonardo Marin, profili che possono garantire velocità e alternative in attacco.

Da seguire con attenzione la situazione degli infortuni di giocatoriimportanti che al momento non risultano nel gruppo dei convocati: Ange Capuozzo, fermato durante il Sei Nazioni per un problema alla spalla, Sebastian Negri e Ross Vintcent. La loro eventuale presenza, da confermare - si spera, almeno per novembre - potrebbe cambiare in modo significativo la fisionomia della squadra.

Lo stato di forma dell'Italia: cosa aspettarsi

Il Nations Championship arriva in un momento particolare per la Nazionale: gli Azzurri hanno chiuso il Sei Nazioni 2026 al quarto posto, con due vittorie (contro Scozia e Inghilterra) e tre sconfitte. Un piazzamento davanti a Inghilterra e Galles in classifica finale, che segna un passo avanti rispetto al recente passato e che racconta di un gruppo capace di alzare l'asticella, ma non ancora pronto a farlo per ottanta minuti consecutivi contro qualunque avversario.

La pagina più importante è stata scritta a metà torneo: la prima vittoria di sempre contro l'Inghilterra nel Sei Nazioni, conquistata in rimonta sul 23-18 grazie al piede di Paolo Garbisi, all'incisività di Tommaso Menoncello e alla meta decisiva di Leonardo Marin. A Dublino, poi, l'Italia ha sfiorato il colpo grosso contro l'Irlanda, perdendo 20-13 ma portando a casa il punto di bonus difensivo.

Meno esaltanti i risultati delle altre due gare: contro la Francia gli Azzurri hanno tenuto il passo fino al settantesimo prima di cedere; contro lo sfavorito (sulla carta) Galles hanno subito un avvio devastante (31-0) prima di tentare una rimonta tardiva che non è stata completata.

Quali conclusioni possiamo trarre dal percorso dell'Italia in termini di aspettative per  questo primo Nations Championship? Di sicuro gli azzurri non si presentano come la squadra favorita per il torneo, ma nemmeno come la vittima sacrificale designata. La gara di apertura contro il Giappone è la più alla portata: un successo darebbe respiro alla classifica prima dei due esami durissimi con All Blacks e Wallabies. Una sconfitta complicherebbe seriamente il bilancio di luglio.

Per quanto riguarda la Nuova Zelanda, dopo la vittoria con l’Inghilterra all’ultimo Sei Nazioni, resta l’unica nazionale che l’Italia non è ancora riuscita a battere: si tratta quindi di un test durissimo, ma che potrebbe riservare ancora una volta delle sorprese.

Discorso a parte merita la sfida con l'Australia: nel novembre 2025 gli Azzurri hanno battuto i Wallabies per 26 a 19, centrando il secondo successo consecutivo contro la squadra del Pacifico dopo lo storico colpo del 2022. La trasferta di Perth sarà tutt'altra storia rispetto al match casalingo, ma il precedente recente dice che la partita non è segnata in partenza.