Pokémon: i migliori videogiochi di sempre (e le novità 2026)

9 marzo 2026 di
Pokémon: i migliori videogiochi di sempre (e le novità 2026)
Sofia Tognoni

Pokémon: i migliori videogiochi di sempre (e le novità 2026)

Dal Kanto alle arene competitive globali: riscopriamo i videogiochi che hanno fatto la storia del franchise e le novità del 2026

Pochi franchise nella storia dei videogiochi possono vantare trent’anni di attività senza perdere la propria identità: Pokémon è uno di questi. Nato nel 1996 su Game Boy con una formula tanto semplice quanto efficace — esplorare, catturare, allenare e sfidare — il gioco ha saputo evolversi nel tempo, ampliando il proprio universo ben oltre il classico gioco di ruolo.

Oggi il mondo videoludico dei Pokémon comprende esperienze molto diverse tra loro: giochi di costruzione, avventure fotografiche, app in realtà aumentata, puzzle game e persino titoli strategici a turni. Nonostante questa varietà, ogni nuovo capitolo riesce a mantenere un elemento riconoscibile: quel senso di scoperta e di avventura che ha accompagnato intere generazioni di giocatori.

In questo articolo abbiamo raccolto i titoli che, secondo noi, rappresentano al meglio l’evoluzione del franchise: dai giochi che hanno definito la serie ai capitoli più recenti, fino alle novità del 2026. Una guida pensata sia per chi vuole riscoprire i grandi classici, sia per chi è curioso di capire in quale direzione si sta muovendo il futuro dei videogiochi Pokémon.

Videogiochi Pokémon: le novità del 2026

Il 2026 si apre con due progetti che mostrano quanto il franchise Pokémon continui a sperimentare nuove strade. Da un lato un life sim ambientato in un mondo da ricostruire, dall’altro un’arena competitiva pensata per le sfide tra giocatori di tutto il mondo.

Due titoli molto diversi tra loro, ma entrambi capaci di ampliare l’universo Pokémon: Pokémon Pokopia e Pokémon Champions.

Pokémon Pokopia

È strano che nessuno ci abbia mai pensato finora: Pokémon Pokopia è il primo titolo della serie a mescolare l’universo dei Pokémon con le meccaniche tipiche dei life sim. Il gioco, sviluppato da Omega Force (Koei Tecmo) — già noto per Dragon Quest Builders 2 e per varie collaborazioni con Nintendo legate alla serie Dynasty Warriors — propone un approccio completamente nuovo al mondo Pokémon.

La premessa narrativa è piuttosto originale. Il giocatore non interpreta un allenatore, ma un Ditto che ha assunto l’aspetto umanoide del proprio trainer, misteriosamente scomparso. Il protagonista si ritrova così in una versione post-apocalittica della regione del Kanto, un luogo segnato da siccità, rovine e silenzio. Il suo obiettivo è semplice ma ambizioso: riportare in vita queste terre abbandonate, affinché possano tornarvi esseri umani e Pokémon.

Il cuore del gioco ruota attorno alla ricostruzione degli habitat naturali. Si parte da piccoli interventi — come creare chiazze d’erba o campi di fiori per attirare i primi Pokémon selvatici — fino ad arrivare alla costruzione di edifici, arredi e veri e propri quartieri abitati.

Essendo un Ditto, il protagonista può trasformarsi in altri Pokémon e utilizzare le loro abilità per intervenire sull’ambiente. Uno Squirtle può insegnare Pistolacqua per irrigare il terreno arido e far rinascere la vegetazione; da Bulbasaur si apprende Fogliorama, utile per far crescere l’erba alta; altre mosse iconiche come Taglio, Spaccamassi o Surf, cpermettono di attraversare l’acqua a bordo di una Lapras, fino ad arrivare al volo planato su Dragonite. Quando si trasforma, il Ditto assume alcune caratteristiche del Pokémon che sta imitando: per esempio la corazza dello Squirtle, le foglie del Bulbasaur o altri tratti riconoscibili.

I Pokémon che popolano il mondo non sono semplici elementi decorativi: ciascuno ha una personalità e un ruolo preciso nella comunità. Scyther può tagliare alberi per procurare legname, Piplup si occupa di ripulire le fogne e gli altri Pokémon contribuiscono alla crescita dell’insediamento. Con il tempo iniziano anche a esprimere preferenze e richieste specifiche: alcuni desiderano vivere vicino all’acqua, altri preferiscono zone soleggiate o spazi attorno a un falò. Tutte queste richieste generano una serie di missioni secondarie che si integrano in modo naturale nel processo di costruzione.

È inoltre possibile interagire direttamente con i Pokémon: offrire piccoli doni per aumentare il loro benessere oppure partecipare ad attività condivise, come partite a nascondino o quiz dedicati all’universo Pokémon.

Dal punto di vista della struttura, il gioco è suddiviso in quattro grandi aree narrative, ognuna con biomi, Pokémon e sfide di costruzione differenti. Accanto alla modalità storia è presente anche la Villanova Palette, una vasta area sandbox completamente libera, pensata per chi vuole costruire senza i limiti imposti dalla trama.

Pokopia include inoltre una modalità multiplayer fino a quattro giocatori, che permette di visitare i mondi degli altri utenti, collaborare alla costruzione degli insediamenti e condividere progetti creativi.

Pokémon Champions

Se Pokopia punta sulla costruzione e sull’esplorazione, Pokémon Champions si concentra invece sugli aspetti più competitivi della serie. Annunciato circa un anno fa e atteso per aprile 2026, il titolo dovrebbe essere interamente dedicato alle battaglie PvP (Player vs Player) tra allenatori.

Il gioco è sviluppato da The Pokémon Works, lo studio già responsabile di Pokémon Sleep e della gestione di Pokémon HOME, il servizio cloud che qui assume un ruolo centrale. Grazie a questa integrazione, i giocatori potranno importare i Pokémon catturati nei capitoli precedenti, portando direttamente nell’arena competitiva le creature allenate nelle proprie avventure passate.

Il sistema di combattimento includerà anche alcune delle meccaniche più amate della serie, come le Mega Evoluzioni introdotte in Pokémon X e Y e le forme Teracristal viste in Pokémon Scarlatto e Violetto. Alla progettazione del gioco collabora inoltre Game Freak, lo storico studio che sviluppa la serie principale.

Il lancio è previsto su Nintendo Switch, con supporto per tutta la famiglia di console della piattaforma. Una versione mobile per iOS e Android arriverà successivamente nel corso dell’anno. È già stata confermata anche una versione per Nintendo Switch 2, che sarà proposta con un modello free-to-start affiancato da un’opzione digitale a pagamento, anche se i dettagli non sono stati ancora comunicati.

Il cross-play tra console e smartphone sarà disponibile fin dal giorno di lancio.

Per quanto riguarda il gameplay, i giocatori potranno scegliere tra sfide online nella modalità competitiva, contro avversari casuali provenienti da tutto il mondo, oppure sfide private con amici e familiari. Saranno disponibili sia gli scontri in singolo sia quelli in doppio, accompagnati da un sistema di allenamento che consente di potenziare progressivamente la propria squadra.

Dal punto di vista estetico, i trailer mostrano un’atmosfera chiaramente ispirata ai grandi eventi sportivi: arene imponenti, tribune gremite e luci da stadio. L’obiettivo dichiarato è trasformare ogni battaglia tra allenatori in un vero e proprio spettacolo competitivo.

Pokémon: i migliori videogiochi di sempre (e le novità 2026)

I videogiochi Pokémon che hanno lasciato il segno

In quasi trent’anni di storia, la serie Pokémon ha dato vita a molti titoli memorabili. Alcuni hanno introdotto innovazioni decisive, altri hanno perfezionato meccaniche già consolidate, altri ancora sono riusciti semplicemente a lasciare un ricordo indelebile in milioni di giocatori in tutto il mondo.

Qui abbiamo selezionato cinque giochi che, per motivi diversi, sono diventati punti di riferimento nella storia del franchise.

Pokémon Spada e Scudo

Pubblicati nel 2019, Pokémon Spada e Scudo hanno segnato un passaggio importante per la serie. Per la prima volta, uno dei capitoli principali è arrivato su Nintendo Switch, lasciando le console portatili della famiglia Nintendo DS e introducendo un evidente salto sul piano visivo e strutturale.

Ambientati nella regione di Galar, ispirata alla Gran Bretagna, questi titoli hanno offerto una varietà di scenari mai vista prima: dalle campagne aperte alle città industrializzate, fino agli scenari spettacolari delle arene Pokémon.

L’innovazione più evidente è stata la Zona Selvaggia, una grande area liberamente esplorabile in cui i Pokémon non apparivano più soltanto nell’erba alta in modo casuale, ma si muovevano direttamente nell’ambiente di gioco. Questo ha reso l’esplorazione e la cattura molto più dinamiche.

Spada e Scudo hanno introdotto anche diverse novità per rendere il gioco più fluido. Le mosse dei Pokémon, per esempio, potevano essere cambiate più facilmente rispetto ai capitoli precedenti. Inoltre alcuni nuovi oggetti — tra cui le Caramelle Natura — hanno reso molto più semplice formare una squadra competitiva.

In questo modo il gioco ha eliminato alcune delle rigidità storiche della serie, lasciando ai giocatori più libertà nel costruire e sperimentare con il proprio team. Il risultato è un capitolo accessibile anche ai nuovi arrivati, ma comunque capace di mantenere una buona profondità strategica.

Pokémon Nero 2 e Bianco 2

Nella storia della serie Pokémon, Nero 2 e Bianco 2 hanno occupato una posizione particolare: sono stati infatti gli unici capitoli a presentarsi come sequel diretti di un gioco precedente, e non come versioni migliorate o remake.

La storia si è svolta due anni dopo gli eventi di Nero e Bianco, portando avanti uno degli archi narrativi più apprezzati dai fan della serie.

La regione di Unima è tornata in una versione ampliata, con nuove città, nuove aree da esplorare e una trama che ha portato a una conclusione più soddisfacente gli eventi del primo capitolo. Anche il Pokédex è stato rivisto, combinando i Pokémon della quinta generazione con creature provenienti dalle generazioni precedenti. Questo ha reso la costruzione della squadra più dinamica.

Dal punto di vista tecnico, i titoli hanno sfruttato al massimo le possibilità del Nintendo DS, con ambientazioni ricche di dettagli e alcune sequenze narrative particolarmente curate.

Il post-game è stato tra i più ricchi della serie. Il Torneo Mondiale Pokémon ha permesso di affrontare Capopalestra e Campioni provenienti dai capitoli precedenti, mentre luoghi come la Torre Nera e l’Antro Bianco hanno offerto sfide aggiuntive per i giocatori più esperti.

Per molti appassionati, Nero 2 e Bianco 2 sono rimasti tra i punti più alti raggiunti dalla saga.

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Pokémon Rosso e Blu (con i remake FireRed e LeafGreen)

Tutto è iniziato qui. Pokémon Rosso e Blu, pubblicati in Giappone nel 1996 e arrivati in Europa nel 1999, hanno dato origine a uno dei franchise videoludici più longevi e riconoscibili di sempre.

Con questi giochi ha preso forma la struttura che ha definito l’intera serie: esplorare una regione, catturare Pokémon, allenarli e sfidare altri allenatori fino alla conquista della Lega Pokémon.

La regione deli Kanto, i 151 Pokémon originali e i tre starter — Bulbasaur, Squirtle e Charmander — sono entrati rapidamente nell’immaginario collettivo di milioni di giocatori.

Nonostante i limiti tecnici del Game Boy, i due titoli hanno saputo costruire un’identità forte, fatta di una grafica essenziale, ma riconoscibile, e di una colonna sonora che molti fan ricordano ancora oggi. A trent’anni di distanza, i giochi restano perfettamente giocabili: una dimostrazione della solidità del loro design.

Nel 2004 sono arrivati anche i remake FireRed e LeafGreen per Game Boy Advance, che hanno riproposto l’avventura originale con una grafica aggiornata e tutte le meccaniche introdotte nelle generazioni successive. Tra le novità ci sono state lo scambio wireless, una nuova area nelle Isole Sette e un miglior bilanciamento nei combattimenti.

Per chi voleva scoprire o riscoprire l’inizio della saga, questi remake sono rimasti uno dei modi migliori per farlo.

Pokémon Oro e Argento (con i remake HeartGold e SoulSilver)

Se Rosso e Blu hanno dato origine alla serie, Pokémon Oro e Argento ne hanno mostrato fin da subito le potenzialità.

Pubblicati su Game Boy Color alla fine degli anni Novanta, i titoli della seconda generazione hanno ampliato il Pokédex con 100 nuovi Pokémon e hanno introdotto due nuovi tipi — Buio e Acciaio — che hanno influenzato in modo significativo il bilanciamento delle battaglie.

Tra le innovazioni più ricordate c’è stato il ciclo giorno-notte, che ha modificato l’esperienza di gioco e ha determinato quali Pokémon fosse possibile incontrare nei diversi momenti della giornata.

Il momento più sorprendente è arrivato però dopo la Lega Pokémon: completata l’avventura nella regione di Johto, il gioco ha permesso di tornare nella regione di Kanto, con tutte le sue città e i suoi Capopalestra da affrontare nuovamente. Un’estensione dell’avventura sorprendente per l’epoca, e ancora oggi difficile da eguagliare.

Nel 2010 sono arrivati anche i remake HeartGold e SoulSilver per Nintendo DS. Oltre alla grafica aggiornata e alle meccaniche moderne, hanno introdotto una funzione molto amata dai fan: i Pokémon potevano accompagnare il giocatore durante l’esplorazione.

Pokémon Legends: Arceus

Tra i titoli più recenti della saga, Pokémon Legends: Arceus è stato quello che più di altri ha provato a cambiare la formula tradizionale.

Ambientato in un passato remoto della regione di Sinnoh, molto prima degli eventi dei giochi principali, il titolo ha proposto una struttura action RPG con ampie aree esplorabili, allontanandosi dalla classica progressione lineare della serie.

Per la prima volta i giocatori si sono potuti avventurare in ambienti molto vasti, in cui i Pokémon si comportavano in modo autonomo: alcuni fuggivano alla vista del personaggio, altri reagivano attaccando. Anche il sistema di cattura è stato ripensato: è diventato possibile lanciare una Poké Ball direttamente durante l’esplorazione, senza dover avviare necessariamente un combattimento.

L’intero sistema di progressione si è basato sulla ricerca. Il giocatore ha contribuito alla creazione di un Pokédex storico, osservando i Pokémon nel loro ambiente naturale e registrandone comportamenti e caratteristiche.

Il gioco ha introdotto anche una trama più ampia rispetto alla media della serie, con diversi colpi di scena legati alla mitologia dell’universo Pokémon.

Il suo successore, Pokémon Legends: Z-A, ha sviluppato ulteriormente queste idee, introducendo anche un sistema di combattimento in tempo reale. Tuttavia è stato Arceus a fare da apripista, dimostrando che la formula Pokémon poteva evolversi in direzioni sempre nuove e inaspettate.

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