Dove vedere Italia-Polonia, semifinale Europei di volley femminile 2026
Le Azzurre arrivano a Istanbul per continuare la corsa verso il titolo europeo: sulla strada della finale c’è la fisicità della Polonia di Stefano Lavarini.
Dove vedere Italia-Polonia in streaming
La semifinale tra Italia e Polonia degli Europei di pallavolo femminile 2026 si disputa sabato 5 settembre alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul.
Il programma di Sky indica la prima semifinale alle ore 15:00 italiane e la seconda alle 18:00. Poiché l’Italia è inserita nel ramo della prima semifinale, l'orario previsto per Italia-Polonia è quindi le 15:00 di sabato 5 settembre. Sky ha già confermato la trasmissione della prima semifinale su Sky Sport Arena, con possibilità di seguirla in streaming su NOW e Sky Go.
Per quanto riguarda la copertura in chiaro, le partite dell’Italia durante EuroVolley 2026 sono trasmesse anche dalla Rai, tra Rai 2 e Rai Sport, e sono disponibili in streaming su RaiPlay. Anche DAZN fa parte dei broadcaster che stanno seguendo la manifestazione.
In sintesi, Italia-Polonia sarà quindi disponibile in diretta TV su Rai e Sky e in streaming attraverso RaiPlay, Sky Go, NOW e DAZN. Per il canale Rai esatto conviene attendere la programmazione definitiva dell’emittente a ridosso dell'incontro.
Il fischio d'inizio è previsto alle 15:00 di sabato 5 settembre, con in palio l’accesso alla finale per l’oro di domenica 6 settembre.
Come vedere Italia-Polonia in streaming
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Il cammino dell’Italia
Per la quarta edizione consecutiva, l’Italia è tra le prime quattro squadre degli Europei di pallavolo femminile. Le Azzurre di Julio Velasco hanno conquistato il pass per le semifinali di EuroVolley 2026 superando la Svezia per 3-1 nei quarti di finale disputati a Brno e adesso si trasferiscono a Istanbul, dove sabato 5 settembre affronteranno la Polonia per un posto nella finalissima.
Il cammino dell’Italia nella competizione continua così senza sconfitte. Dopo aver chiuso al primo posto la Pool D con cinque vittorie in altrettante partite, la Nazionale ha eliminato la Bulgaria agli ottavi con un netto 3-0 e ha poi dovuto faticare molto di più contro la Svezia. Le scandinave hanno conquistato il primo set e sono rimaste in partita fino alle battute finali del quarto, prima che l’Italia riuscisse a imporsi con i parziali di 21-25, 26-24, 25-21, 25-23.
Per le Azzurre si tratta della tredicesima semifinale europea della storia e della quarta consecutiva: bronzo nel 2019, oro nel 2021 e quarto posto nel 2023 sono i risultati delle ultime tre edizioni. Questa volta, però, la squadra arriva all'appuntamento con uno status ancora diverso, forte dell’oro olimpico conquistato a Parigi 2024 e del titolo mondiale vinto nel 2025.
Dall’altra parte della rete ci sarà una Polonia che conosce molto bene il volley italiano. A guidarla è infatti Stefano Lavarini, commissario tecnico della Nazionale polacca dal 2022, che ha costruito una squadra fisica, aggressiva e particolarmente pericolosa quando riesce a sfruttare i centimetri della propria prima linea.
I punti forti della Polonia: cosa deve temere l’Italia
La Polonia arriva a questo Europeo con una squadra parzialmente diversa rispetto a quella vista nelle ultime grandi competizioni internazionali. Il nome più importante resta quello di Magdalena Stysiak, opposta di 202 centimetri e principale riferimento offensivo della formazione di Lavarini.
I numeri raccontano bene quanto il gioco polacco dipenda dalla sua capacità di mettere pressione sulle avversarie. Contro la Germania, nella fase a gironi, Stysiak ha realizzato 25 punti, attaccando con il 55% di efficacia, mentre nell'ottavo contro il Portogallo ha messo a terra altri 22 punti con il 50% in attacco.
Limitare Stysiak sarà quindi una delle missioni principali del muro-difesa italiano. La sua altezza le permette di colpire il pallone da quote molto elevate e rende complicato organizzare il muro, soprattutto quando la ricezione polacca consente alla palleggiatrice di distribuire il gioco con velocità.
Ma sarebbe un errore pensare alla Polonia come a una squadra dipendente esclusivamente dalla propria opposta. Lavarini può contare su una prima linea molto fisica e su giocatrici come Julita Piasecka, Monika Lampkowska e Martyna Czyrniańska, mentre al centro possono trovare spazio Magdalena Jurczyk, Sonia Stefanik e Maja Koput. In cabina di regia le soluzioni principali sono Katarzyna Wenerska e Alicja Grabka.
La Polonia ha dimostrato durante questo Europeo anche una notevole capacità di gestire le partite complicate. Il risultato probabilmente più significativo è arrivato nell’ultima giornata della Pool A, quando ha sconfitto 3-2 la Turchia a Istanbul, davanti al pubblico di casa.
È un risultato che suggerisce all’Italia di non sottovalutare soprattutto la tenuta mentale delle polacche. Anche quando il livello dell'avversario cresce e la partita si allunga, la formazione di Lavarini dispone di fisicità e potenza sufficienti per restare aggrappata al match.
Per Velasco sarà quindi importante lavorare sulla qualità della battuta per allontanare la ricezione polacca dalla rete. Costringere la regia avversaria a giocare palloni più scontati potrebbe permettere a Danesi, Fahr e alle altre Azzurre di organizzare meglio il muro e contenere soprattutto Stysiak.

L'ultimo precedente tra Italia e Polonia: il 3-0 di Koszalin
Italia e Polonia si conoscono molto bene e hanno avuto modo di affrontarsi meno di un mese prima dell'Europeo.
L'ultimo precedente risale infatti al 13 agosto 2026, quando le due Nazionali si sono sfidate a Koszalin nell'ultima giornata del Memorial Agata Mróz-Olszewska, quadrangolare utilizzato dalle Azzurre come ultimo test prima della rassegna continentale.
In quell'occasione l'Italia si impose con un netto 3-0, chiudendo la partita con i parziali di 25-16, 25-21 e 25-20. Il successo contro le padrone di casa completò un torneo quasi perfetto per la squadra di Velasco, che aveva precedentemente sconfitto Francia e Ucraina.
Fu soprattutto il confronto a muro a evidenziare la superiorità italiana: le Azzurre chiusero quella partita con 12 muri vincenti contro i 4 della Polonia. Egonu realizzò 15 punti, Antropova 13, Fahr 9 e Danesi 8, mentre dall'altra parte Stysiak fu la migliore delle polacche con 10 punti.
Quel risultato, tuttavia, va interpretato con cautela. Si trattava di un torneo di preparazione e le due squadre stavano ancora sperimentando rotazioni e soluzioni tattiche in vista dell'Europeo. Lavarini, inoltre, utilizzò a Koszalin un gruppo molto simile a quello che avrebbe poi affrontato la competizione continentale, ma in un contesto completamente differente rispetto a una semifinale europea.
Per l'Italia resta comunque un precedente incoraggiante. Non soltanto per il risultato, quanto per il modo in cui le Azzurre erano riuscite a limitare l'attacco polacco e a imporre la propria superiorità a muro.
E proprio il muro potrebbe tornare a essere una delle chiavi della semifinale di Istanbul.
Anna Danesi, il muro delle Azzurre
Quando si parla del muro dell'Italia, il pensiero va inevitabilmente ad Anna Danesi.
Nata a Brescia il 20 aprile 1996 e alta 196 centimetri, la centrale è la capitana della Nazionale di Julio Velasco e una delle giocatrici simbolo dell'attuale generazione azzurra. Nel suo palmarès figurano, tra gli altri successi, l'oro olimpico, il titolo mondiale, l'Europeo e tre Volleyball Nations League.
Ma al di là delle medaglie, Danesi rappresenta uno degli elementi fondamentali dell'equilibrio tattico della Nazionale.
Il suo ruolo diventa ancora più importante in una partita come quella contro la Polonia. Di fronte a un'opposta di 202 centimetri come Stysiak, la capacità delle centrali italiane di leggere rapidamente la distribuzione avversaria e chiudere il muro sarà uno dei fattori che potranno indirizzare la semifinale.
Danesi non è soltanto una giocatrice capace di trovare il punto diretto. Il suo lavoro permette anche alla difesa di posizionarsi meglio: un muro ben composto può togliere determinate traiettorie all'attaccante e indirizzare il pallone verso le zone in cui la seconda linea italiana è pronta a intervenire.
Il dato del precedente di Koszalin è emblematico. In quella partita, l'Italia realizzò dodici muri contro i quattro della Polonia, costruendo proprio attorno alla pressione esercitata a rete una parte importante del 3-0 finale.
La semifinale europea sarà però una storia diversa. Contro la Svezia, nei quarti, l'Italia ha avuto qualche difficoltà proprio nel contenere a muro una grande attaccante come Isabelle Haak, capace di chiudere la partita con 30 punti. Le Azzurre hanno comunque saputo trovare altre soluzioni e vincere 3-1, dimostrando di poter cambiare volto anche durante una partita complicata.
Contro Stysiak servirà probabilmente qualcosa in più. Velasco potrà contare sulla coppia Danesi-Fahr al centro e sulla fisicità di una squadra che ha nel muro-difesa uno dei propri strumenti più importanti, ma sarà fondamentale anche il servizio: più la Polonia sarà costretta a ricevere lontano dalla rete, più sarà semplice leggere le intenzioni della palleggiatrice e costruire un muro efficace.
Per Anna Danesi, inoltre, questo Europeo ha un significato particolare. Da capitana è ormai uno dei riferimenti tecnici e caratteriali di una Nazionale che negli ultimi anni ha raggiunto una continuità di risultati straordinari. Dopo l'oro europeo del 2021, quello olimpico di Parigi 2024 e il titolo mondiale del 2025, l'Italia ha l'opportunità di aggiungere un altro trofeo a un ciclo già storico.
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