Cos'è ChatGPT, come funziona e cosa si intende per intelligenza generativa

27 gennaio 2026 di
Cos'è ChatGPT, come funziona e cosa si intende per intelligenza generativa
Dario Corbelli

Cos'è ChatGPT, come funziona e cosa si intende per intelligenza generativa

ChatGPT spiegato bene: cos’è l’intelligenza generativa e come sta cambiando le nostre attività quotidiane

Alla fine del 2025, ChatGPT veniva utilizzato da oltre 800 milioni di persone ogni settimana. Un numero che non racconta solo il successo di uno strumento, ma segnala un cambiamento molto più radicale: per la prima volta una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nella vita quotidiana di studenti, professionisti, aziende e cittadini comuni.

Dietro ChatGPT, però, non c’è soltanto un chatbot capace di rispondere alle domande. C’è una nuova famiglia di tecnologie che negli ultimi anni ha accelerato in modo decisivo: l’intelligenza generativa. Un tipo di intelligenza artificiale progettata non per classificare o analizzare dati, ma per generare nuovi contenuti — testi, immagini, codice, audio — a partire da informazioni pre-esistenti (con risultati che però è il caso di valutare di volta in volta).

Questo articolo nasce con l’obiettivo di fare chiarezza: cerchiamo di capire insieme cos’è ChatGPT, come funziona e perché è diventato il più noto e utilizzato strumento dell’intelligenza generativa. Perché oggi, più che chiedersi se usare o meno questi strumenti, la vera domanda è come comprenderli e interpretarli correttamente.

Cos’è l’intelligenza generativa

L’intelligenza generativa è una branca dell’intelligenza artificiale che come obiettivo di creare nuovi contenuti a partire da ciò che ha appreso durante la fase di addestramento. A differenza di altri sistemi di AI, non si limita ad analizzare dati o a riconoscere schemi, ma è in grado di produrre testi, immagini, codice, audio e video che non esistevano prima, ma che risultano coerenti, plausibili e contestualmente rilevanti.

Il termine “generativa” non è casuale: indica proprio la capacità di generare output originali, combinando in modo probabilistico enormi quantità di informazioni.

Differenza tra AI predittiva e AI generativa

Per capire davvero cosa rende l’intelligenza generativa diversa, è utile confrontarla con la cosiddetta AI predittiva, che per anni ha rappresentato la forma più diffusa di intelligenza artificiale.

  • L’AI predittiva è progettata per prevedere o classificare: riconosce un volto in una foto, individua una frode bancaria, suggerisce un prodotto sulla base di comportamenti passati, stima una probabilità. In altre parole, parte da dati noti per restituire una previsione o una decisione.

  • L’intelligenza generativa, invece, fa un passo ulteriore. Non si limita a dire “questo è probabile” o “questo appartiene a una categoria”, ma costruisce un contenuto nuovo. Può scrivere un testo coerente, creare un’immagine da una descrizione, generare righe di codice funzionante o simulare una voce umana. Non prevede soltanto, ma produce pur partendo da una quantità massiva di informazioni utilizzate per “addestrarla”.


Come funziona l’intelligenza generativa (spiegato semplice)

Alla base dell’intelligenza generativa ci sono modelli addestrati su enormi quantità di dati: testi, immagini, suoni, codice. Durante l’addestramento, il sistema impara a riconoscere relazioni statistiche tra gli elementi: quali parole tendono a seguire altre parole, quali forme visive sono associate a certi concetti, quali strutture logiche rendono valido un frammento di codice.

Quando un utente fornisce un input — una domanda, una richiesta, una descrizione — il modello non “capisce” il significato nel senso umano del termine. Calcola invece, passo dopo passo, quale sia l’output più probabile e coerente in quel contesto. È un processo basato su probabilità e contesto, non su intenzionalità o comprensione.

Il risultato può sembrare intelligente, creativo o persino ragionato, ma è il frutto di un’elaborazione statistica estremamente avanzata. Ed è proprio questa combinazione di semplicità concettuale e potenza computazionale a rendere l’intelligenza generativa così efficace (e allo stesso tempo così facile da fraintendere, se non pericolosa quando utilizzata in maniera poco consapevole).

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Esempi applicativi dell’intelligenza generativa

L’intelligenza generativa non è una tecnologia astratta o confinata ai laboratori di ricerca. Oggi viene già utilizzata in numerosi ambiti concreti, spesso senza che ce ne rendiamo conto.

  • Nel campo dei testi: può scrivere articoli, riassunti, email, descrizioni di prodotti o risposte automatiche, adattando tono di voce e stile al contesto richiesto. È l’ambito più noto, anche perché è quello che ha reso popolari strumenti come ChatGPT.
  • Per quanto riguarda le immagini, l’intelligenza generativa è in grado di creare illustrazioni, fotografie realistiche o concept visivi partendo da una semplice descrizione testuale. Questo ha avuto un impatto diretto su design, comunicazione visiva e creatività digitale.
  • Nel mondo del codice, questi sistemi possono suggerire funzioni, correggere errori, spiegare porzioni di programma o generare interi script, diventando un supporto concreto per sviluppatori e team tecnici.
  • Infine, in ambito audio e video, l’intelligenza generativa viene utilizzata per sintetizzare voci, creare musiche originali, generare video artificiali o ricostruire contenuti multimediali in modo sempre più realistico.

Cos'è ChatGPT?

Proprio come altri modelli di intelligenza generativa, anche ChatGPT è un modello di linguaggio basato su trasformatori pre-addestrati. È stato sviluppato da OpenAI, società fondata a San Francisco nel 2015 da Sam Altman, Elon Musk, Greg Brockman, Ilya Sutskever e Wojciech Zaremba.

ChatGPT rientra nella categoria dei large language model (LLM): sistemi addestrati su enormi quantità di testi per apprendere le strutture del linguaggio naturale e generare risposte coerenti in base al contesto fornito dall’utente.

Se nelle sue prime versioni era percepito soprattutto come uno strumento per la conversazione testuale, nel tempo si è evoluto in una piattaforma di interazione basata sull’intelligenza generativa, capace di gestire compiti complessi e multimodali.

In sostanza, ChatGPT non si limita più a produrre risposte in forma di testo. Può analizzare documenti, sintetizzare informazioni, generare codice, interpretare e generare immagini, supportare processi decisionali e adattare il proprio output a contesti molto diversi, dallo studio al lavoro professionale. La conversazione rimane il punto di accesso principale, ma ciò che conta davvero è il motore generativo che opera dietro le quinte.

È importante chiarire anche cosa ChatGPT non è. Non funziona come un motore di ricerca tradizionale: anche se può accedere al web su richiesta, non indicizza né ordina i contenuti online, ma li utilizza come supporto per generare risposte contestualizzate. Il suo compito non è indicizzare informazioni, ma generare risposte plausibili sulla base delle conoscenze apprese durante l’addestramento e del contesto della richiesta.

A cosa serve ChatGPT? 10 modi per usarlo gratis

ChatGPT funziona come un vero e proprio assistente editoriale virtuale, a cui fare domande e a cui chiedere aiuto in varie attività; è importante, però, dargli indicazioni chiare su ciò che vogliamo e sul tipo di output che abbiamo in mente, per avere risposte accurate. Se ad esempio vogliamo scrivere un articolo su un certo argomento dobbiamo descrivergli bene che tipo di tematica vogliamo trattare, quando vogliamo che sia lungo e così via, fornendo più dettagli possibile. 

Per usarlo gratuitamente, basta creare il proprio account nella pagina del sito ufficiale (ci si registra in pochi e semplici step) e si può subito iniziare a sfruttare tutte le sue molteplici funzioni:  

1. Genera testi coerenti e ben scritti in un'ampia gamma di stili, argomenti e lingue 

Utile per sviluppare le nostre idee e stimolare la creatività. Può darci una mano nella stesura di qualsivoglia contenuto, a partire da un biglietto di auguri (per il compleanno o addirittura frasi o idee romantiche per San Valentino) fino ad arrivare a un articolo o a una tesina.  

2. Analizza problemi, genera soluzioni e risponde alle domande 

Possiamo chiedergli informazioni anche su tematiche o argomenti che non conosciamo ma che vorremmo approfondire. Può essere utile anche per gli studenti, se usato in modo coscienzioso, come supporto nella ricerca.

3. Genera post e messaggi creativi per i social media 

Ottimo alleato per sviluppare le nostre idee o trovare altre soluzioni testuali più creative. Sappiamo che sui social è importante produrre contenuti con una certa frequenza e, in questo, ChatGPT  può darci un grande supporto.

4. Fornendogli dati e istruzioni, crea report, scrive e-mail e altri contenuti per aiutarci nelle attività di tutti i giorni  

Come ogni assistente che si rispetti, ChatGPT può sollevarci da compiti noiosi o ripetitivi. È possibile, infatti, generare automaticamente semplici codici o inviare email di routine, scrivere il testo di una pubblicità oppure creare report standardizzati. Basta utilizzare un template parametrico e definire un’istruzione inserendo tutti i valori necessari a generare un risultato soddisfacente. Per generare automaticamente un'email, ad esempio, dovremo inserire valori come destinatario, tono e contenuto del messaggio. 

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5. Analizza grandi set di dati e da essi estrae informazioni  

È possibile, infatti, allegare dei file contenenti una grande quantità di dati di qualsiasi genere, e ChatGPT farà l’estrazione al nostro posto. È come avere un “Data Analyst” al nostro fianco, poiché può creare anche grafici e statistiche visive che aiutano a comprendere al meglio l’analisi, mettendo anche un sommario. Un limite, però, ad oggi è che talvolta l’estrazione del dato non è accuratissima ed è sempre meglio fare una verifica. 

6. Genera immagini a partire da una descrizione testuale 
Oltre ai testi, oggi ChatGPT permette anche di creare immagini partendo da una semplice descrizione scritta. È possibile, ad esempio, generare illustrazioni, immagini concettuali, visual per presentazioni o contenuti creativi per il web e i social, semplicemente spiegando cosa si ha in mente. Questo è utile per chi lavora nella comunicazione o nel design per avere delle bozze da perfezionare con la propria professionalità.

7. Consulta il web per ottenere informazioni aggiornate
Su richiesta, ChatGPT può navigare online per recuperare informazioni aggiornate, come notizie recenti, dati pubblici, eventi o cambiamenti normativi. In questo modo diventa utile anche quando servono contenuti che vanno oltre le conoscenze apprese in fase di addestramento, pur mantenendo un approccio diverso da quello dei motori di ricerca tradizionali. Anche qui, però, è bene fare attenzione sulle informazioni restituite, che potrebbero non corrispondere alla verità dei fatti.

8. Supporta la scrittura e la comprensione del codice
ChatGPT può aiutare anche nella programmazione: spiegare cosa fa un determinato codice, suggerire correzioni, generare funzioni di base o supportare chi sta imparando a programmare. Ribadiamolo: non sostituisce uno sviluppatore esperto, che dovrà sempre verificare e perfezionare il lavoro svolto dall’intelligenza generativa, ma può velocizzare molte attività operative e di apprendimento.

9. Genera video a partire da testi, immagini o istruzioni
ChatGPT può essere utilizzato anche per la creazione di video generativi: partendo da una descrizione testuale, da uno storyboard o da materiali forniti dall’utente, è possibile ottenere brevi video, animazioni o contenuti visivi pensati per dei prototipi creativi.

10. Traduce e adatta testi in più lingue
ChatGPT può tradurre testi in numerose lingue, ma anche adattarli al contesto culturale e al tono desiderato. Attenzione anche qui: lo strumento non sostituisce un traduttore professionale e potrebbe generare adattamenti eccessivamente letterali e dunque incomprensibili (quando non addirittura comici) per i destinatari.

Come funziona ChatGPT?

ChatGPT impara dalle nostre domande e dalle informazioni che gli forniamo.  

Il suo processo di apprendimento è molto simile a quello umano. Anche noi impariamo perché siamo esposti continuamente a input per produrre output, come leggere una parola, sentirne la pronuncia e poi riprodurla.  

Prima di poter rispondere alle domande degli utenti, ChatGPT è infatti sottoposto a un intenso processo di addestramento. Vengono utilizzati enormi dataset di testi provenienti da fonti varie come libri, articoli, pagine web e altro ancora. Durante l'addestramento, il modello impara a comprendere la struttura e il significato del linguaggio umano, non solo a livello di parole singole, ma anche di contesto e coerenza. Dopo aver fornito un input, ChatGPT sfrutta la sua vasta conoscenza linguistica e cerca di dare una risposta coerente e il più esaustiva possibile. Può anche fare lui stesso domande per avere ulteriori informazioni o chiarimenti. 

A differenza di altri sistemi di intelligenza artificiale progettati per eseguire attività specifiche, come riconoscere oggetti nelle immagini o giocare a scacchi, ChatGPT è progettato proprio per comprendere e generare qualsiasi testo in qualsiasi lingua, perché viene addestrato, come dicevamo, su un ampio set di dati testuali. Ciò gli consente di apprendere un'ampia gamma di modelli e relazioni nel testo, così da poter generare contenuti simile al testo su cui è stato istruito

ChatGPT è in continua evoluzione, ecco 7 plugin per avere il massimo dal tuo assistente editoriale 

  1. Show Me Diagrams: ti permette di creare ed editare diagrammi direttamente in chat   
  2. AskYourPDF: ti permette di inserire un collegamento Pdf e chiedere a ChatGPT di scansionare il documento per estrarre le informazioni chiave  
  3. WebPilot: basta inserire un Url (o un elenco di Url) con cui interagire e ChatGPT estrae le informazioni dalle pagine web corrispondenti. Utile, ad esempio, per creare articoli o testi lunghi  
  4. Video Insight: permette di interagire con piattaforme di video online come Daily Motion e Youtube  
  5. Expedia e Kayak: utile supporto per organizzare il viaggio dei nostri sogni. Basta fornirgli le istruzioni e ci proporrà una serie di soluzioni   
  6. Zapier: ti permette di interagire con più di 500 app come Google Sheets, Trello, Gmail, HubSpot, Salesforce e così via 
  7. Speak: un vero e proprio tutor linguistico che ti aiuta a imparare nuove lingue.  


Approfondisci: Come usare ChatGPT: la guida definitiva.

Vantaggi e svantaggi di ChatGPT

“L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro?”. La risposta è: dipende da che uso se ne fa. Sicuramente alcune mansioni puramente editoriali o fortemente schematiche, potrebbero essere impattate, ma alla fine niente potrà mai sostituirsi alla mente umana. Il vantaggio più grande è che può davvero diventare di supporto in molte attività giornaliere come quelle viste nei paragrafi precedenti, alleggerendoci da compiti ripetitivi e facendoci guadagnare tempo. 

Nonostante le sue enormi potenzialità, ChatGPT presenta però alcune problematiche. Uno dei limiti principali è l’inesattezza della comprensione del contesto. GPT viene addestrato, dicevamo, su un ampio set di dati di testo generato dall'uomo, ma non può cogliere il contesto reale e, in più, non è ancora in grado di svolgere compiti che richiedano il famoso “buon senso”. Si tratta comunque di punti su cui i ricercatori stanno lavorando e, ad oggi, non sappiamo ancora come evolverà in futuro. 

Inoltre, potrebbe mostrare una certa tendenza a produrre risposte ambigue o a fornire informazioni non verificate. Pertanto, è fondamentale supervisionare e valutare attentamente i contenuti generati da ChatGPT per garantirne l’esattezza. Questo permette anche di mantenere un pensiero critico e di non perdere la nostra capacità decisionale.

Infine, come con qualsiasi tecnologia che presenta un grande potenziale, i modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT potrebbero essere usati in modo improprio da persone malintenzionate per scopi loschi come la diffusione di disinformazione o l'esecuzione di attacchi informatici. Non a caso il Garante privacy aveva rilevato la mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l'assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma.

Come peraltro testimoniato dalle verifiche effettuate, le informazioni fornite da ChatGPT non sempre corrispondono al dato reale, determinando quindi un trattamento di dati personali inesatto. 

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