Dove e Come Vedere le Partite del Napoli in Streaming

15 gennaio 2026 di
Dove e Come Vedere le Partite del Napoli in Streaming
Anna Agnello

Dove vedere il Napoli in TV e Streaming

Tra emergenze e nuovi successi: il Napoli di Conte resta in corsa e guarda al finale di stagione con ambizione 

La stagione del Napoli è stata fin qui un percorso accidentato, segnato da una lunga serie di infortuni che hanno messo a dura prova la tenuta del progetto tecnico. Prima lo stop di Romelu Lukaku, poi quello di Kevin De Bruyne, quindi le assenze di Frank Anguissa e Billy Gilmour, che hanno drasticamente ridotto le rotazioni a disposizione di Antonio Conte, soprattutto in mezzo al campo e in attacco.

Nonostante un’emergenza praticamente costante, il Napoli ha dimostrato carattere e solidità, restando agganciato al treno scudetto e confermando una competitività che va oltre le difficoltà contingenti. A certificare la resilienza del gruppo è arrivato anche un nuovo trofeo: nel 2025 gli azzurri hanno aggiunto alla bacheca la Supercoppa italiana, conquistata nella finale disputata all’Al-Awwal Park grazie a una doppietta decisiva di David Neres. Un successo che ha dato continuità al percorso vincente iniziato con lo scudetto conquistato nel mese di maggio.

Nei prossimi mesi l’attenzione dei tifosi è tutta rivolta ai rientri dei giocatori chiave, nella speranza che il Napoli possa affrontare il finale di stagione al completo e regalare un’ultima parte di campionato intensa e combattuta, sia in chiave nazionale che europea.

In questo articolo troverai tutte le informazioni utili per seguire il Napoli in streaming, con indicazioni chiare su dove vedere le partite di questo ultimo scampolo di stagione. Spazio anche al calendario completo delle prossime sfide di Serie A, per non perdere nessun appuntamento, oltre a un approfondimento sulla storia del club, sul palmarès azzurro e sulla probabile formazione titolare, per capire quali scelte potrebbe adottare Antonio Conte nelle gare decisive che attendono il Napoli da qui alla fine del campionato.

Dove seguire il Napoli in streaming

Dopo un anno intenso vissuto in testa alla classifica e uno scudetto sudato fino all’ultima giornata, il Napoli di Antonio Conte inizia una nuova stagione e, a differenza dello scorso anno dove non partiva con il favore dei pronostici, punta a essere una delle pretendenti al titolo. 

Se vuoi seguire tutte le partite della stagione, puoi sottoscrivere un abbonamento con DAZN, che trasmette tutte le partite del campionato italiano. Anche Sky e Now detengono i diritti per tre partite per ogni turno di campionato, che potrebbero avere la squadra azzurra come protagonista.

Quest’anno il Napoli calcio disputerà anche la Champions League. Per vedere la  massima competizione europea bisogna abbonarsi a Sky, che trasmetterà 185 delle 203 partite della UEFA Champions League 2025/2026, sui canali Sky Sport. Inoltre, grazie all'app Sky Go sarà possibile guardare le partite disponibili su Sky in streaming su dispositivi mobili, quando vuoi e dove vuoi. 

Come lo scorso anno quest’anno anche Prime Video continuerà a trasmettere in diretta e in esclusiva per l’Italia le 18 migliori partite del mercoledì sera di UEFA Champions League, compresi i playoff. Ogni mercoledì sarà protagonista una squadra italiana impegnata nella League Phase e, in caso di qualificazione, anche nelle fasi a eliminazione diretta, fino alle semifinali. Se una semifinale vedrà in campo una squadra italiana, la partita sarà visibile anche in chiaro.

Come vedere il Napoli in TV e in streaming

1. Abbonati a DAZN, Sky o NOW TV

2. Scegli una connessione internet stabile e veloce

Se stai cercando una connessione Internet affidabile e per vedere tutto lo sport, come il basket, le partita della Serie A o della Champions in streaming senza interruzioni o senza il fastidioso buffering, l'offerta EOLO Plus potrebbe essere una delle soluzioni ideali. EOLO è un operatore specializzato nella fornitura di Internet senza linea fissa, ad alta velocità tramite tecnologia wireless, perfetta per le zone in cui la fibra ottica non è ancora disponibile o dove le connessioni tradizionali potrebbero risultare lente o instabili.

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L’esplosione di Neres

David Neres è una figura che racconta bene cosa significhi costruire una carriera europea partendo dal talento puro e attraversando fasi complesse, interruzioni forzate e ripartenze. Nato a San Paolo il 3 marzo 1997, Neres inizia a giocare a calcio nel 2007 nel settore giovanile del San Paolo FC, uno dei vivai storicamente più fertili del Brasile. Qui cresce tecnicamente e mentalmente, fino a conquistare l’esordio in prima squadra nel 2016: una sola stagione, sufficiente però a metterlo sotto i riflettori dei club europei. Il passaggio all’Ajax segna la vera svolta della sua carriera.

Ad Amsterdam, Neres si inserisce in un contesto ideale per un esterno creativo, fatto di gioco offensivo, libertà di movimento e valorizzazione del talento individuale. Con il club olandese vive alcune delle stagioni più brillanti, diventando protagonista anche in Champions League; ma proprio durante quell’esperienza arriva il momento più difficile: il più grave infortunio della sua carriera, che ne rallenta la crescita e ne mette alla prova la continuità. Nonostante questo, Neres resta all’Ajax fino al 2022, dimostrando capacità di recupero e adattamento. Il trasferimento allo Shakhtar Donetsk, che avrebbe dovuto rappresentare una nuova tappa della sua carriera, non si concretizza mai sul campo a causa dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, evento che interrompe bruscamente i piani sportivi e personali di molti calciatori.  Costretto a ripartire, Neres trova nel Benfica l’ambiente giusto per rilanciarsi: a Lisbona torna a sentirsi centrale, ritrova continuità e fiducia, e rimette in mostra quelle qualità tecniche che avevano fatto innamorare l’Europa.

È proprio dal Benfica che il Napoli decide di prelevarlo a titolo definitivo nell’estate del 2024, scommettendo su un profilo già maturo ma ancora nel pieno della propria carriera. Parallelamente al percorso nei club, Neres costruisce anche una presenza costante nel giro della nazionale brasiliana: dal 2017 entra stabilmente nei radar della Seleção, passando dalle rappresentative Under 20 e Under 23 fino all’esordio in nazionale maggiore nel 2019, conferma del valore riconosciuto anche a livello internazionale. Dal punto di vista tecnico, Neres è un esterno offensivo moderno, rapido e imprevedibile, dotato di un ottimo sinistro e capace di giocare con efficacia su entrambe le fasce, adattandosi alle esigenze tattiche dell’allenatore.

La sua qualità principale è la capacità di creare superiorità numerica nell’uno contro uno: il dribbling stretto, la rapidità di esecuzione e il cambio di passo gli permettono di rompere le linee difensive avversarie e di aprire spazi per i compagni. A questo abbina una visione di gioco superiore alla media per il ruolo, che lo rende efficace anche nei passaggi filtranti e negli assist, oltre a una buona capacità realizzativa che gli consente di incidere direttamente sul risultato. Vede bene la porta, sa attaccare la profondità e scegliere i tempi giusti per inserirsi, risultando pericoloso anche senza palla. Non è invece un giocatore particolarmente incline alla fase difensiva: la copertura e l’interdizione non rappresentano il suo punto di forza, ma questa caratteristica rientra nella sua natura di esterno offensivo, votato alla creazione e alla rifinitura più che al lavoro sporco. Nel corso degli anni Neres ha spesso dichiarato di ispirarsi a Zinedine Zidane, non tanto per il ruolo in campo quanto per l’idea di calcio basata su tecnica, visione e intelligenza nelle scelte.

Il Calendario del Napoli in Serie A

Quella contro il Sassuolo del 23 agosto sarà la prima partita del Napoli nella nuova stagione. L’esordio al Maradona contro il Cagliari il 30 agosto. Ecco il calendario del Napoli in Serie A.

23/08/2025 – Sassuolo - Napoli

30/08/2025 – Napoli - Cagliari

13/09/2025 – Fiorentina - Napoli

21/09/2025 – Napoli - Pisa

28/09/2025 – Milan - Napoli

05/10/2025 – Napoli - Genoa

19/10/2025 – Torino - Napoli

26/10/2025 – Napoli - Inter

29/10/2025 – Lecce - Napoli

02/11/2025 – Napoli - Como

09/11/2025 – Bologna - Napoli

23/11/2025 – Napoli - Atalanta

30/11/2025 – Roma - Napoli

07/12/2025 – Napoli - Juventus

14/12/2025 – Udinese - Napoli

21/12/2025 – Napoli - Parma

28/12/2025 – Cremonese - Napoli

03/01/2026 – Lazio - Napoli

06/01/2026 – Napoli - Hellas Verona

11/01/2026 – Inter - Napoli

18/01/2026 – Napoli - Sassuolo

25/01/2026 – Juventus - Napoli

01/02/2026 – Napoli - Fiorentina

08/02/2026 – Genoa - Napoli

15/02/2026 – Napoli - Roma

22/02/2026 – Atalanta - Napoli

01/03/2026 – Hellas Verona - Napoli

08/03/2026 – Napoli - Torino

15/03/2026 – Napoli - Lecce

22/03/2026 – Cagliari - Napoli

04/04/2026 – Napoli - Milan

12/04/2026 – Parma - Napoli

19/04/2026 – Napoli - Lazio

26/04/2026 – Napoli - Cremonese

03/05/2026 – Como - Napoli

10/05/2026 – Napoli - Bologna

17/05/2026 – Pisa - Napoli

24/05/2026 – Napoli - Udinese

palla in rete

Breve storia del Napoli 

Le origini del Napoli

Le radici del club affondano nel 1926, quando l'industriale Giorgio Ascarelli fondò l’Associazione Calcio Napoli. Dopo un avvio difficile, la squadra si affermò progressivamente, conquistando il primo trofeo, la Coppa Italia, nel 1962. Negli anni ‘80, sotto la presidenza di Corrado Ferlaino, il Napoli sfiorò lo scudetto nel 1981, aprendo la strada a un'epoca d’oro segnata dall’arrivo di Diego Armando Maradona nel 1984.

L'era Maradona e i primi scudetti

L'acquisto di Maradona fu un evento epocale: con il fuoriclasse argentino alla guida, il Napoli vinse il primo scudetto nel 1987 e si ripeté nel 1990. Oltre ai due titoli nazionali, il club conquistò anche una Coppa Italia e la Coppa UEFA, consolidando il proprio prestigio a livello internazionale.

Declino e fallimento

Nei primi anni '90, il Napoli riuscì ancora a ottenere buoni piazzamenti, come il quarto posto nella stagione 1991-1992 sotto la guida di Claudio Ranieri e il sesto posto nel 1993-1994 con Marcello Lippi in panchina. Tuttavia, le difficoltà economiche costrinsero il club a vendere i suoi giocatori più importanti: tra le cessioni più significative vi furono quelle di Gianfranco Zola, Daniel Fonseca, Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro.

Nelle due stagioni successive, con Vujadin Boškov al timone, il Napoli chiuse rispettivamente al settimo e al decimo posto. Riuscì a raggiungere la finale di Coppa Italia 1996-1997, ma fu sconfitto dal Vicenza, in quello che rappresentò l'ultimo sussulto prima del crollo definitivo. La crisi si aggravò nella stagione 1997-1998, culminando con l’ultimo posto in classifica e la retrocessione in Serie B dopo 33 anni consecutivi in massima serie.

Il club azzurro tornò in Serie A nel 2000, ma la permanenza fu effimera: dopo un solo anno, la squadra retrocesse nuovamente. I cambi di proprietà, con l’ingresso prima di Giorgio Corbelli e poi di Salvatore Naldi, non portarono miglioramenti, lasciando la squadra impantanata nelle posizioni di metà classifica della Serie B. Oltre alla crisi sul campo, il Napoli dovette fare i conti con un dissesto finanziario sempre più grave, che nell’estate del 2004 portò al fallimento del club e alla conseguente perdita del titolo sportivo.

Due annate da incorniciare: gli scudetti numero 3 e 4

L'imprenditore del settore cinematografico Aurelio De Laurentiis acquisì il titolo sportivo dalla gestione fallimentare del Tribunale di Napoli e registrò la squadra, ribattezzandola Napoli Soccer, per partecipare al campionato di Serie C1. La rinascita del club fu affidata al direttore generale Pierpaolo Marino. Dopo aver solo sfiorato la promozione nel primo anno, il traguardo fu raggiunto nella stagione successiva sotto la guida di Edoardo Reja. Nel frattempo, il club recuperò il suo storico nome, Società Sportiva Calcio Napoli, che non era stato utilizzato nei due anni in Serie C1. Nel 2007, la squadra azzurra conquistò subito la promozione in Serie A, facendo ritorno nella massima categoria dopo sei anni di assenza.

Negli anni seguenti, la panchina vide diversi avvicendamenti: prima l’ex CT della Nazionale Roberto Donadoni, poi Walter Mazzarri, che portò il Napoli alla qualificazione diretta in Europa League, evento che mancava da 16 anni. Nel 2011, l’allenatore toscano riuscì a far tornare il club nella massima competizione continentale, la UEFA Champions League, a 21 anni dall’ultima partecipazione. Dopo anni di piazzamenti d’onore, il Napoli tornò a imporsi nella stagione 2022/2023: la squadra di Spalletti si dimostrò una macchina perfetta, chiudendo il discorso scudetto con cinque giornate d’anticipo. 

Tra i protagonisti assoluti: Kim Min-Jae, premiato come miglior difensore, il bomber Victor Oshimhen, capocannoniere e miglior attaccante, e Kvicha Kvaratskhelia, eletto miglior giocatore del campionato. Spalletti stesso fu riconosciuto come miglior allenatore, prima di lasciare il club per diventare CT della Nazionale italiana.

Lo scorso anno il Napoli torna a fare la storia. Partito con tutti gli sfavori del pronostico e la partenza di uomini chiave come Zielinski a inizio anno e Kvara a metà stagione, la squadra di Conte riesce a tenere testa all’Inter per tutto il campionato. Il trionfo arriva in quell’ultima giornata di campionato che resterà nel cuore dei tifosi napoletani: tra i protagonisti, McTominay, una delle più grandi sorprese del campionato italiano, che segna un gol iconico in rovesciata, e Lukaku che, dopo una serpentina, regala al Napoli il quarto scudetto della sua storia.

Palmares e leggende del club

Il Napoli ha conquistato numerosi trofei nel corso della sua storia: 

  • 4 scudetti
  • 6 Coppe Italia
  • 2 Supercoppa italiana
  • 1  Coppa Uefa

Tra i calciatori più iconici, oltre a Maradona, spiccano Gianfranco Zola, Careca, Marek Hamšík, Gonzalo Higuaín, Lorenzo Insigne, Edinson Cavani e Dries Mertens. Dopo il trionfo del 2023, il club azzurro continua a essere una delle realtà più ambiziose del calcio italiano, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione ai vertici del campionato e in Europa.

Formazione tipo: stagione 2025/2026

Neres, con la sua verve e Hojlund con il suo strapotere fisico, hanno rappresentato due punti cardine su cui la squadra di Conte ha costruito i suoi successi, pur in grande emergenza. Ecco gli undici su cui Conte ha contato finora nei match più complessi: 

Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Spinazzola; Politano, Anguissa, Lobotka, McTominay; Neres; Hojlund.

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